Rose e bersaglieri per Gina Lollobrigida

19 Gennaio 2023

L’ex marito Rigau accanto al figlio e al nipote: «Questo è il momento del dolore»

ROMA. Bersagliera in Pane amore e fantasia e Pane amore e gelosia, Esmeralda in Notre Dame de Paris, acrobata in Trapezio, Paolina Bonaparte in Venere imperiale, la donna più bella del mondo nel film con Vittorio Gassman, bionda seduttrice in Le bambole, Sheba in Salomone e la regina di Saba accanto a Yul Brynner.
Sono fra le immagini su un grande schermo di Gina Lollobrigida che hanno accompagnato chi è venuto a renderle omaggio nella prima giornata di camera ardente (si riaprirà oggi prima del funerale alla Chiesa degli artisti) allestita in Campidoglio. Un richiamo alle polemiche che hanno caratterizzato l’ultima parte della vita dell’attrice, scomparsa il 16 gennaio a 95 anni, è venuto dalla presenza nello spazio per la famiglia, al lato del feretro, dell’ex marito Francisco Javier Rigau, che si è seduto in prima fila dov’erano anche il figlio di Gina Lollobrigida, Andrea Milko Skofic, il nipote Dimitri. «Ho tanti bei ricordi», ha detto all’uscita dalla camera ardente Rigau, «non è il momento delle polemiche, ma del dolore». A renderle omaggio, insieme a tante persone comuni (pochi i personaggi dello spettacolo), il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, la presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni; Tiziana Rocca, organizzatrice di eventi per l’attrice, Vladimir Luxuria, il presidente dell’Anica Francesco Rutelli, Pino Strabioli e Adriano Aragozzini, amico di Gina, che all'uscita ha smentito che «ci sia stato uno scontro con Rigau» di fronte alla clinica dove l’attrice era ricoverata. «Come dimostra anche l'affetto che la gente ha per mia madre, è stata una donna indipendente, che si è fatta da sola, aveva un fortissimo carattere ed è andata per la sua strada in un’epoca in cui le donne non avevano tutta questa autonomia», ha detto Milko Skofic. «Questa forse è la cosa che lascia in più, il suo esempio». Skofic vuole lasciare da parte le polemiche e ricorda: «L’ultima volta che ci siamo visti, mia madre non stava fisicamente bene. Non poteva parlare. Non ci siamo detti molto, ma abbiamo cercato di comunicare così». Nella sala della Protomoteca tra grandi foto dell’attrice molte le corone, quelle del ministero della Cultura, dell'Anica, di Roma Capitale, di Cinecittà dell'Archivio Luce e del Comune di Subiaco. Tanti gli ammiratori che hanno lasciato un messaggio nei registri all’entrata o rose rosse, gli stessi fiori del cuscino sul feretro. Fra questi c’è Giovanni, 56enne pugliese da anni a Roma: «Mi ha sempre colpito la gentilezza di questa grande attrice, lasciava un segno, domani andrò anche al funerali». Fabio, romano 60enne, è arrivato con la moglie e le duefiglie: «Una persona che ha fatto grande l'Italia, era doveroso. Mi commuove essere qui». L'omaggio arriva anche dell'Associazione Bersaglieri, con due componenti arrivati con i cappelli piumati d'ordinanza. «Gina è stata ospite del raduno a Pordenone», spiegano. «Fu una gioia, si sentiva bersagliera tra i bersaglieri».