Ruffini e Ker dell’Icranet di Pescara con Stephen Hawking a Cambridge

24 Giugno 2017

PESCARA. Il professor Remo Ruffini, direttore dell’Icranet (l’’International Center for Relativistic Astrophysics Network) di Pescara, e il professor Roy Patrick Kerr, lo scopritore della “Metrica...

PESCARA. Il professor Remo Ruffini, direttore dell’Icranet (l’’International Center for Relativistic Astrophysics Network) di Pescara, e il professor Roy Patrick Kerr, lo scopritore della “Metrica dei buchi neri di Kerr”, a cui è stata conferita la cattedra “Yevgeny Mikhajlovic Lifshitz all’Icranet, hanno avuto un meeting di quattro giorni all’Università di Cambridge (sia al Damtp che all’Istituto di astronomia), con il professor Stephen Hawking, cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico, fra i più influenti e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri e sull'origine dell'universo, e con altri scienziati dell’ateneo. Ruffini e Kerr hanno illustrato i recenti progressi compiuti dagli scienziati dell’Icranet. In particolare, uno studio che mostra le prove dell’esistenza di due nuovi Gamma-Ray Burst (Grb) corti della famiglia degli S-Grb, che hanno origine nella fusione di due stelle di neutroni in un sistema binario che formano un buco nero di Kerr. L’esistenza di una emissione caratteristica alle energie del GeV, che segue precisamente la formazione del buco nero, è stata presentata. Un altro lavoro presentato a Hawking analizza i cosiddetti “flare iniziali”, che sono seguiti da una fase di “plateau” e quindi dal decadimento finale dell’aferglow nelle curve di luce X dei Grb. Le attività sono continuate, martedì scorso, a casa di Hawking, dove sia Ruffini che Kerr sono stati invitati per cena. Mercoledì e giovedì scorsi, si sono tenuti ulteriori incontri e due seminari congiunti per i dipartimenti di Matematica e di Astronomia si sono svolti al Damtp dell’Università di Cambridge, rispettivamente su “Black Holes”, da parte del professor Kerr, e su “The Moment of formation of a Black Hole in Gamma-Ray Bursts” da parte del professor Ruffini.
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