Salendo da Ovindoli verso il Monte Magnola

L’escursione ha inizio dal piazzale delle piste da sci
La neve di marzo e d’aprile ha vestito tutte le nostre montagne di bianco consentendo di sciare persino a Pasqua e lasciando agli escursionisti qualche bel fine settimana con l’aria frizzante che solo la coltre bianca sa regalare. Approfittare di questa situazione climatica è doveroso perché i colori di primavera misti al bianco invernale sono qualcosa di straordinario.
Camminare sulla neve è faticoso, prevede l’uso di attrezzature specifiche e qualche precauzione in più. Provateci, non ve ne pentirete.
A Pasquetta sono salita sul Monte Magnola (2220 m) del gruppo del Velino, sulle cui pendici si snodano le piste da sci di Ovindoli. L’escursione ha previsto l’uso dei ramponi per arrivare in quota dove, invece, si potevano usare le racchette da neve. Se riuscirò a convincervi che vale la pena fare questa escursione, vi suggerisco di farla ora che gli impianti da sci sono aperti: se non siete ben allenati prendete la seggiovia Monte Freddo a Ovindoli, arrivate a quota 1940m, calzate le ciaspole e via! Altrimenti camminate con ciaspole e/o ramponi sulla parte esterna della pista da sci, nel bosco di faggi e in circa 1.40 ore sarete all’arrivo della seggiovia, e in un’altra ora e mezzo in vetta.
Si parte.
L’escursione ha inizio al piazzale delle piste da sci di Ovindoli dove parte la seggiovia per Monte Freddo. Si può salire in seggiovia oppure per il sentiero 9B costeggiando nel bosco la pista da sci. Si arriva a quota 1940m dove c’è anche il Rifugio Telespazio (ristrutturato dal CAI di Avezzano) e di fronte si comincia a salire un rilievo. Si giunge in circa 20 minuti su un pianoro dove il sentiero diviene 9A e lo spettacolo è già stupendo. Dietro di noi fanno da padroni il Monte Sirente, l’altopiano delle Rocche e l’imbocco della Valle d’Arano che da quassù sembra l’entrata dell’ antico bacino lacustre che era tanto tempo fa. Si prosegue in piano e poi si sale ancora per arrivare a quota 2100m circa dove si comincia una lunga cresta che procede in direzione nord-ovest. Gli Appennini spesso ci regalano creste stupende, balconi privilegiati su tutto l’Abruzzo: da qui scorgiamo tutta la catena del Gran Sasso dal Monte San Franco al Monte Camicia, le cime del gruppo del Velino (Monte Rotondo , Puzzillo ecc.) tutte bianche che si stagliano su un cielo che solo la prima primavera può colorare di un azzurro così. Ora si passeggia e in fondo si scorge la croce del Monte Magnola, anch’essa bianca. Si tratta di un gran bel passeggiare perché finalmente, salendo, appare maestoso il Monte Velino, con la Fossa dei Cavalli che è una conca piena di neve e la vetta di 2487m bianchissima e imponente. Laggiù il Fucino, Avezzano, i Monti Simbruini, il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, la arriva al rifugio Panei-Magrini (2178m) che fu inaugurato il 27 Settembre 1964 alla presenza di Walter Bonatti e che versa in pessime condizioni, come se il nostro Appennino non lo meritasse.
Però è ora di scendere, per la stessa via a guardare ancora l’immensità del mare che si staglia tra il Gran Sasso e la Majella, a dividere e unire i due maestosi massicci abruzzesi.
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