Salendo da Rosciolo verso il Monte Rozza

27 Aprile 2018

Sul Velino a scoprire fioriture, profumi e panorami immensi 

Dei massicci appenninici spesso si conoscono solo le vette più alte che sono anche le più frequentate. Se invece si studiano i vari sentieri si aprono nuove conoscenze, sempre affascinanti. In questo periodo, poi, le montagne si svegliano e ci offrono colori, profumi e immagini che solo la primavera in quota può regalare.
Ce ne andiamo sul massiccio del Velino a scoprire fioriture, profumi e panorami immensi, partendo da Rosciolo o Cartore (Rieti) per arrivare ai 2064m del Monte Rozza, il “piccolo” Gendarme del Monte Velino (2487m). Si parte da Rosciolo, frazione di Magliano dei Marsi, e si seguono le indicazioni per la splendida chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta dove si parcheggia appena prima. Ci si avvia per la carrareccia in leggera salita e in circa 30 minuti si è a Passo le Forche 1221m. Il Passo si affaccia sul versante reatino, dove sorge il borgo di Cartore, da dove si può partire per lo stesso itinerario raggiungendo il Passo in circa 45 minuti. Il sentiero fa parte del “Cammino dei Briganti”: un cammino percorribile a tappe e a quote medie (tra gli 800 e i 1300m) sulle orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino.
Dal passo delle Forche si inizia a salire in direzione Nord-Est dove si intercetta un’evidente traccia che risale a mezza costa e recentemente segnata dal gruppo GEV (Gruppo Escursionisti del Velino). Dopo circa un’ora, a quota 1550m si giunge sul bordo di salti di roccia strapiombanti sulla Valle di Teve e il panorama si fa unico. Si cammina sui bordi di questa valle che divide il gruppo del Velino dai Monti della Duchessa tra cui spicca il Murolungo, bellissimo e poderoso e lo Iaccio dei Montoni dove corrono branchi di cervi. Salendo più in alto si scorgono anche le vette del gruppo del Monte Costone. Nel cielo azzurro sopra di noi volano numerosi grifoni e, con un po’ di fortuna, è possibile avvistare anche le aquile. Il sentiero sale in modo costante, la salita è morbida e si apre su bei panorami della Marsica e la Valle del Salto, regalandoci la veduta del Lago del Salto, del paese di Rosciolo e poi in fondo dei Monti del Parco Nazionale e i massicci dei Monti Simbruini ed Ernici.
Questo versante del Velino non ha vegetazione ad alto fusto e magari proprio per questo in primavera si apprezza di più il tappeto colorato di fiori sotto i nostri piedi: è il trionfo delle mammole e poi delle orchidee. Ma il meglio deve ancora venire. Siamo quasi a 1800 metri quando svettano rotonde e bianche le vette più alte del massiccio, lontane, immense e silenziose.
Giunti in vetta al Monte Rozza, 2064m, la loro maestosità si tocca con mano: Il Monte Sevice, vicino e, più in là, la vetta più alta, il Velino. D’estate al di sotto del Monte Sevice si vedrà una bandiera che è del Rifugio omonimo. Con un piccolo sforzo, possiamo arrivare alla Capanna di Sevice 2119m per poi prendere il sentiero numero 3 arrivare alla fontana del Sevice e scendere rapidamente per il vallone che ci riporta alla partenza (totale circa 6 ore, 12 km).
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