Salvatore Esposito, nell’ultimo Gomorra un Genny diverso

L’attore all’esordio come autore con un thriller «Se fanno la serie, il protagonista lo faccio io»
ROMA. In Gomorra 5, la stagione finale della serie che debutterà su Sky a novembre «troverete un Genny ancora diverso, magari non nel look ma nella testa. Posso dire che questa ultima stagione lascerà tutti quelli che hanno amato come me questa serie tristi da un lato, ma felici dall'altro».
Lo assicura l'attore che incarna il personaggio, Salvatore Esposito, di ritorno a Giffoni per un incontro con i ragazzi della sezione Impact.
L'occasione è anche l'uscita del primo romanzo dell'attore, Lo sciamano (Sperling & Kupfer), un thrlller incentrato su un geniale profiler Christian Costa, conosciuto in tutto il mondo, specializzato in crimini esoterici che deve confrontarsi con un terribile serial killer, “L'inquisitore”, affrontando anche le ombre del proprio passato. Una storia che Esposito aveva immaginato all'inizio come un soggetto di serie, ma che poi è andato ampliandosi sempre più, soprattutto nei rigidi inverni («si toccano i -35 gradi») passati a Chicago per girare Fargo. Esposito evita sornione la risposta quando i ragazzi gli chiedono se l'idea della serie sia ancora in piedi: ma nel caso si facesse, «il protagonista lo farei io», aggiunge. Alla base della trama una delle grandi passioni di Esposito: «amo leggere libri sui sumeri, gli alieni, gli egizi, mi incuriosisce il mondo delle streghe e ne vedo dovunque, anche in Harry Potter... Per me Ermione è una strega», spiega sorridendo. Tra le fonti d'ispirazione letterarie e cinematografiche gli interessi di Salvatore Esposito vanno da Stephen King a Giorgio Faletti, passando per The Blair Witch Project, ma scrivendo ha pensato anche a tutto il mondo legato al magico di Benevento o di Napoli sotterranea. Per lui Christian Costa («gli ho dato il nome di mio fratello 11enne», rivela l’attore, dirigendo lo sguardo verso la sua famiglia, presente in sala) è «un supereroe, senza, o quasi, superpoteri per lottare contro il crimine. Gli ho dato un'intelligenza enorme: ha studiato tanto da ragazzo, è diventato un esperto in stregoneria e satanismo, perché aveva un motivo e sarà questo che lo porterà a fare un viaggio nel suo passato dove scoprirà anche cose non belle ma che lo renderanno più forte».
Tante le domande anche sul capitolo finale di Gomorra e sui sentimenti che si provano a chiudere un capitolo così importante della carriera. «Quando ho pubblicato un video dove davo l'addio a Genny e a una serie che mi ha dato tantissimo, avevo dentro di me una frattura per la fine di un percorso e il dolore di staccarmi da un personaggio estremamente complesso e molto complicato da gestire. Un personaggio che mi ha fatto crescere tantissimo. Ogni volta che dovevo raccontarne un'evoluzione, imparavo qualcosa sia da uomo che da attore, ad esempio a non giudicare nessuno a priori».
Genny, continua l’attore, «commette atti orribili, che lo rendono degno dell'inferno, ma è anche vittima del contesto in cui è nato e cresciuto e delle scelte fatte per lui da sua madre e da suo padre. Sul dubbio di come sarebbe stato in un contesto diverso ho costruito tutto il mio racconto».
Come racconterebbe invece la resilienza di chi vive nei luoghi di Gomorra? «Soffermandomi su tante storie di gente che vive in assoluta legalità anche se viene abbandonata dalle istituzioni, mentre certi politici pensano solo a fare proclami».
Esposito sta anche per festeggiare i dieci anni di carriera e «ho già ampiamente superato quelli che erano i miei sogni da ragazzo», spiega. «Per me è sempre una gioia venire al Giffoni Film Festival, perché questo è il regno dei ragazzi, in un Paese che ha come principale difetto non dare spazio alle giovani generazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA