Sandra Milo, l’ultimo viaggio tra rose e applausi

1 Febbraio 2024

I funerali dell’attrice. L’omelia: immaginava questo giorno come una festa, aveva fede e fu miracolata

Se n’è andata sfilando tra gli applausi di Piazza del Popolo Sandra Milo, icona del cinema italiano, eterna musa di Federico Fellini e di quel capolavoro che è 8 1/2, diva candida e dal sorriso luminoso, ma anche volto di tanta tv, sempre pronta a scommettere su nuove avventure. L’ultima, Quelle brave ragazze con cui, a 90 primavere, se n’era andata in giro alla scoperta dell’Europa e del Mediterraneo.
Sandrocchia, come si divertiva a farsi chiamare, si è spenta il 29 gennaio nella sua casa romana, tra l’affetto dei figli Debora Ergas, Ciro e Azzurra De Lollis. E ieri per lei l’ultimo applauso della folla assiepata ai funerali nella Chiesa degli Artisti. Sulla bara ricoperta di rose bianche, l’effigie di Padre Pio e la Madonnina con l’acqua benedetta di Lourdes. «Sandra immaginava questo giorno come una festa. È l'ultimo viaggio, l’incontro della nostra vita», dice nell’omelia monsignor Walter Insero, che la conosceva da tempo e che per lei ha scelto il Vangelo secondo Luca e il miracolo della risurrezione del figlio della vedova di Nain. «Ha fatto da mamma e papà ai suoi figli», prosegue. «Era una donna forte e intelligente. Nel suo percorso di vita straordinario ha testimoniato una profonda fiducia e fede nel Signore. Si è parlato tanto della sua carriera, ma sul comodino lei aveva un’immagine ereditata dalla madre con un volto del Gesù, giovane e non sofferente, che ha voluto anche nella bara. Sandra ha avuto con Gesù un rapporto sincero che viveva con umiltà di chi si sente peccatrice perdonata e amata», aggiunge, raccontando della figlia Azzurra, nata apparentemente morta, il cui miracolo di vita ha portato alla beatificazione di Suor Maria Pia Mastena nel 2005.
«Ha combattuto per le donne, per i figli. Tante cose che in Italia mancavano, lei le ha ottenute», ricorda sul sagrato Debora, che in chiesa ha ringraziato i due uomini che più sono stati amici di sua madre: l’agente Alessandro Lo Cascio e Maurizio Costanzo. «È stata una grande artista, ha avuto tante batoste, ha aiutato tutti nel mondo dello spettacolo. Alcuni oggi sono grandi e li ha fatti iniziare lei. Dispiace che, quando ha avuto il bisogno, alcuni hanno buttato giù il telefono. Ma era buona e non ha mai reagito. Diceva “le cose vanno e vengono”». «Le volevo bene e lei ne voleva a me», ricorda Mara Venier, tra i primi ad arrivare con Alberto Matano, Pino Strabioli, Beppe Convertini, Stefania Orlando e Angela Melillo. «Era una donna libera e ha insegnato a essere libere anche ad altre donne». «Combattere contro i pregiudizi, le veniva naturale», concorda Vladimir Luxuria, che l’ha avuta come madrina al Lovers in festival dedicato ai diritti lgbt+. «È stata una grande amica e lo sarà sempre» dice Eleonora Daniele.
«Oltre ai film e alla tv, era una donna generosa e sapeva ascoltare». «Ho ricordi meravigliosi, anche con Fellini, nei convivi, ai festival del cinema» riflette Michele Placido. «Ma la cosa che sottolineo di più di Sandra è la sua generosità. Donare, nella vita lo ha fatto fino all’ultimo». «Il suo insegnamento? L’amore, la pace, la generosità. Non era invidiosa ma amava tutti » risponde Maria Grazia Cucinotta, «oltre ad aver fatto dei film che resteranno nella storia del cinema. E forse non è stata riconosciuta come doveva».