Sandrelli: io e Jean-Louis amici per tutta una vita

«Quanto ci siamo voluti bene», dice Stefania Sandrelli ricordando Jean-Louis Trintignant. «Insieme abbiamo fatto Il Conformista, amato dai cinefili di tutto il mondo, ancora oggi uno dei più bei film...
«Quanto ci siamo voluti bene», dice Stefania Sandrelli ricordando Jean-Louis Trintignant. «Insieme abbiamo fatto Il Conformista, amato dai cinefili di tutto il mondo, ancora oggi uno dei più bei film italiani. Era il 1970, avevo poco più di vent'anni, mi ricordo momenti di grande gioia con Bernardo Bertolucci e lui. Mi prendeva in giro per le spalle grandi, pensava fossero per il nuoto perché sono nata a Viareggio, invece erano per la danza fatta da ragazzina, era un continuoridere con lui», aggiunge l’attrice. Nella tristezza, una certezza: «Il 25 giugno a Piazza Maggiore, a Bologna, per “Il Cinema ritrovato” faremo un bellissimo omaggio a lui, un bellissimo commosso ricordo». Si proietta, restaurato, proprio Il Conformista di Bernardo Bertolucci, che volle la giovane Sandrelli assieme a Dominique Sanda e Jean-Louis Trintignant in uno dei suoi film più belli. «Dopo quel film», prosegue Sandrelli, «siamo rimasti molto amici, ci sentivamo, abbiamo passato bei giorni insieme e sempre quando capitavo a Parigi lo andavo a trovare. Tranne l'ultima volta nel 2018, ero andata per l'omaggio a me dedicato dalla Cinematheque Francaise e lui era a teatro, ma non riuscimmo ad incontrarci, era già molto malato».
Sandrelli ricorda come dalla tragedia di Marie non si fosse mai ripreso. «Amava moltissimo sua figlia, mi ricordo week end bellissimi in campagna vicino Parigi con tutti loro, lui era felice con questa bella famiglia e Marie era la più amata. Quando morì per le botte subite dal compagno Bertrand Cantat, lo chiamavo spesso, cercando di essere di conforto». È vero che era timido? «No, piuttosto era molto riservato, difficile che un attore sia timido, ci teneva a passare inosservato, non era certo il prototipo del divo».
Qualche anno fa, annunciando il suo ritiro ha detto «ho fatto 130 film, almeno cento di troppo», ma è vero che non amava il cinema quanto il teatro? «Per un attore il teatro è tutto, è nutrimento, non penso non amasse il cinema, questo è esagerato, ma certo la soddisfazione sul palco è unica, specialmente in Francia».