Sandro e Carla Pertini rievocati oggi a Ortona

20 Giugno 2015

ORTONA. Norme e valori fondamentali del nostro ordinamento repubblicano, a 70 anni dalla Liberazione nazionale. È questo il tema dell’incontro pubblico in programma, oggi a partire dalle 18, nella...

ORTONA. Norme e valori fondamentali del nostro ordinamento repubblicano, a 70 anni dalla Liberazione nazionale. È questo il tema dell’incontro pubblico in programma, oggi a partire dalle 18, nella Sala Eden di Ortona, organizzato per rievocare il contributo dato all'Italia e allo sviluppo della democrazia da Sandro Pertini, nel 25ennale della morte, e da sua moglie Carla Voltolina, scomparsa dieci anni fa. Le figure di Pertini, che fu presidente della Repubblica sal 1978 al 1985, e a lungo parlamentare del partito socialista italiano, e di sua moglie saranno ricordate partendo dal libro “Il viaggio-Sandro Pertini fra i giovani e il popolo. Ricordi incontri testimonianze per l'Italia di oggi” a cura di Enrico Cuccodoro,giurista e docente di diritto pubblico e costituzionale, con Alessandro Nardelli Raffaele Marzo e Giovanni Pizzoleo. All’incontro parteciperà anche Giovanni Legnini, ex parlamentare abruzzese del Pd e attuale vicepresidente del Consiglio cuperiore della magistratura.

Pertini nacque a Stella in provincia di Savona il 25 settembre 1896. Laureato in giurisprudenza e in scienze politiche e sociali. Dopo la Prima guerra mondiale, intraprese la professione di avvocato. Milita nel partito socialista e le sue idee si scontrano da subito con il neonato regime fascista. Viene condannato una prima volta a 8 mesi di carcere e, nel 1926, è condannato a cinque anni di confino.

Tornato libero nell'agosto 1943, entrò a far parte del primo esecutivo del Partito socialista. Catturato dalla SS, fu condannato a morte, ma la sentenza non ha luogo. Nel 1944 evase dal carcere assieme a Giuseppe Saragat, raggiunse Milano dove diviene segretario del Partito socialista nei territori occupati dal tedeschi. Entrò nelle fila dei partigiani e combatte per la libertà del suo Paese. Conclusa la lotta armata e la guerra si dedicò alla vita politica e al giornalismo. Eletto Segretario del Partito socialista italiano di unità proletaria nel 1945 è anche membro dell'Assemblea costituente. Nel 1968 fu eletto presidente della Camera dei deputati, ruolo che ricoprì fino al 1972. E' morto il 24 febbraio 1990.

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