Santamaria: «Era un antieroe poetico»

Rai1 ripropone la fiction con l’attore: «Con me tanti l’hanno scoperto»
ROMA . Un «antieroe moderno fuori dagli schemi». Un uomo e un artista «che odiava le definizioni e i cantanti seriosi. Diceva sempre che la musica non può cambiare il mondo ma può strappare un sorriso. Come lo definì Renzo Arbore, era divertente, ironico, ma anche impegnato, profondo e contemporaneo».
È il ritratto di Rino Gaetano che traccia Claudio Santamaria, interprete nel 2007 del cantautore calabrese nella miniserie Rai “Ma il cielo è sempre più blu” di Marco Turco: un successo. Una fiction che tornerà stasera su Rai1 per i 40 anni dalla sua morte. «La cosa che mi ha stupito», racconta l’attore , «è che le giovani generazioni dopo aver visto la miniserie fossero andate a sentirsi le canzoni di Gaetano. La sua forza sta nella sua eternità. Ha creato musica che è costantemente contemporanea. Ha toccato temi universali andando alla radice e questo ha reso le sue canzoni sempre giovani e immortali». Uno dei meriti della fiction è stato portare al grande pubblico «il lato più poetico di Rino. Chi lo amavaconosceva quell’aspetto profondo e doloroso dell’emigrante, uno dei temi più visitati nella sua musica». Interpretare questa miniserie poi «mi ha ridato fiducia nel mio mestiere. Poco dopo la messa in onda, durante un incontro con il pubblico, venne da me un signore, un tabaccaio. Mi raccontò che da anni non faceva altro che dormire, lavorare e mangiare e aveva perso ogni stimolo nella vita. Conoscere con la fiction il lato più poetico di Gaetano lo aveva portato a una serie di ricerche sulle influenze nella sua musica, gli aveva fatto riacquistare una scintilla di curiosità e voglia di conoscenza, e così aveva ritrovato anche il rapporto con la moglie e la figlia. Chi dice che con l’arte non si mangia lo rimanderei all’asilo. L’arte nutre tanto il corpo quanto l’anima».

