Santilli presenta oggi a Roma il suo libro sui francescani

PESCARA. Una nuova occasione di valorizzazione – sulla ribalta della Fiera nazionale della Piccola e Media editoria “Più libri, più liberi” in corso dal 4 e in conclusione oggi a Roma – di storia,...
PESCARA. Una nuova occasione di valorizzazione – sulla ribalta della Fiera nazionale della Piccola e Media editoria “Più libri, più liberi” in corso dal 4 e in conclusione oggi a Roma – di storia, territorialità e spiritualità abruzzesi vede la luce grazie al più recente libro di Massimo Santilli, intitolato “Castelvecchio Subequo: la piccola Assisi in terra d’Abruzzo” (2021, Edizioni Menabò’, pagine 132, € 18, prefazione di fra’ Domenico Paoletti del Sacro Convento di San Francesco in Assisi).
Il libro verrà presentato questo pomeriggio alle ore 17,00 allo stand G 53 alla Nuvola di Fuksas da Gaetano Basti, responsabile editoriale di Menabò. Massimo Santilli è un profondo conoscitore della cultura e religiosità francescane, seguito per ogni suo lavoro dai media nazionali e locali. L’area subequana di cui l’Autore è originario e dove vive (a Castelvecchio) è infatti uno dei luoghi di elezione della vita francescana, per esser stata la valle più volte attraversata e vissuta, con significative permanenze, otto secoli fa, dall’itinerante Poverello di Assisi.
Ciò ha determinato un radicamento del francescanesimo nell’area (in particolare a Gagliano Aterno, a Celano e a Castelvecchio, dove nel convento, accanto a importanti testimonianze artistiche, sono conservati grumi del sangue profuso stimmate di Francesco, culto ematico diffuso in più luoghi d’Italia e studiato in un precedente libro da Santilli).
Da decenni infatti lo studioso indaga tutto ciò, collaborando anche con l’Associazione Civitas Superequani attraverso la realizzazione di un’identità visiva, di un sito web e la raccolta di dati storico-analitici, ma anche attraverso azioni di marketing e di comunicazione integrata. A lui e all’Associazione l’Abruzzo deve dunque la proposizione e valorizzazione di territori dalle peculiari fisionomie nonché espressioni culturali, sconosciute ai più.
Tutte queste attività si riassumono nel progetto “Paesaggi del sacro”, inteso a promuovere il turismo, religioso e non, in questi luoghi dell’Abruzzo interno, ricordando come secoli fa – scrive Santilli – si siano in essi attestate piccole capitali dello spirito e dell’arte (per esempio della oreficeria sacra e della pittura di committenza religiosa), le quali reclamano di essere riproposte al grande pubblico.
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