Scelti i finalisti del Premio Fante Opera prima

15 Luglio 2021

Urciuolo, Frandino e Domini la terna dell’edizione 2021 del concorso dedicato allo scrittore originario di Torricella Peligna

TORRICELLA PELIGNA. Sono Alice Urciuolo, Barbara Frandino e Marcello Domini i tre finalisti del Premio John Fante Opera Prima 2021. I nomi dei tre scrittori sono stati resi noti in diretta streaming dall’azienda agricola Contesa di Collecorvino, attraverso la pagina Facebook del John Fante Festival “Il dio di mio padre”. La kermesse, arrivata alla sua 16ª edizione, si svolgerà a Torricella Peligna, paese di origine di Nicola Fante, padre dello scrittore italo-americano, dal 19 al 22 agosto.
Erano presenti all’incontro la direttrice artistica del festival Giovanna Di Lello, il sindaco di Torricella Peligna Carmine Ficca, la delegata alla Cultura Loredana Piccirelli, Franco Pasetti della Cantina Contesa. Sono intervenuti, in collegamento streaming, Maria Ida Gaeta, Tommaso D’Amico, Claudia Durastanti e Nadia Terranova, presidente e componenti della Giuria dei Letterati che ha selezionato i tre finalisti. Tre «ottime prove di scrittura», firmate da «tre autori appartenenti a generazioni differenti».
Così il presidente di giuria Maria Ida Gaeta ha presentato i romanzi che accedono alla fase finale del Premio John Fante Opera Prima 2021. Marcello Domini è autore del romanzo storico “Di guerra e di noi” (Marsilio), mentre Alice Urciuolo, giovane e affermata sceneggiatrice, è stata selezionata con il suo “Adorazione” (66thand2nd), romanzo corale sulla complessità dell’adolescenza. Barbara Frandino, infine, è in finale con il romanzo “È quello che ti meriti” (Einaudi), con al centro un matrimonio «ferito e ostinato». I tre autori sono intervenuti in diretta streaming. Il vincitore assoluto sarà decretato da una giuria popolare, composta da 50 lettori. Durante la diretta è stato annunciato anche il vincitore del Premio alla Carriera John Fante Vini Contesa 2021: il giornalista e scrittore Fabrizio Gatti, scelto dalla vincitrice dello scorso anno, Melania Mazzucco. Questa la motivazione: «In incognito, sotto falso nome, spogliandosi della propria identità e realtà per comprendere quella degli altri – gli sfruttati, gli schiavi, gli ultimi – il giornalista Fabrizio Gatti ha attuato, nelle sue inchieste, il mestiere dello scrittore, immergendosi, non solo metaforicamente, nelle vite altrui. E ha saputo poi raccontarle in libri vibranti di indignazione, impegno e pietà, capaci di scuotere le coscienze. In particolare, con “Bilal” ha scritto l’Odissea dei migranti del XXI secolo».