Schiff e Bahrami illuminano l’Abruzzo di musica

15 Gennaio 2016

I due grandi interpreti del pianismo internazionale suonano questa sera all’Aquila e a Pescara

di Anna Fusaro

Due sublimi interpreti della musica colta suonano oggi in Abruzzo. L'ungherese András Schiff all'Aquila e l'iraniano Ramin Bahrami a Pescara.

Schiff, tra i massimi esponenti del pianismo internazionale, si esibisce per la prima volta all’Aquila, ospite della 70esima stagione della Società aquilana dei concerti "Barattelli". Il recital viene ospitato dall'auditorium "Generale Florio" della Scuola Guardia di Finanza, inizio ore 19. Si tratta di un recital speciale, un omaggio al capoluogo regionale: infatti, dopo il terremoto del 2009, il maestro Schiff diede subito la sua disponibilità a esibirsi per la città, al pari di altri grandi nomi. Quel momento è finalmente giunto. Nell'auditorium aquilano András Schiff, ultimamente concentrato nella proposta al pubblico di un ciclo di concerti dedicati interamente alle ultime Sonate per pianoforte dei più celebri compositori, eseguirà le Sonate di tre giganti dell'età classica, Mozart, Beethoven, Haydn, per giungere al primo Romanticismo di Schubert. Spiegano gli organizzatori: «Un confronto fra le "ultime", che vuole suggerire come una "ultima" opera sia fondamentale per comprendere il punto di arrivo artistico, spesso inconsapevole, di un autore e il punto di partenza del suo ideale successore. Le quattro Sonate saranno eseguite quasi senza soluzione di continuità». Ecco il programma: Sonata in si bemolle maggiore n.17 KV570 (Mozart), Sonata in la bemolle magg. n.31 op.110 (Beethoven), Sonata in re maggiore n.61 Hob. XVI:61 (Haydn), Sonata in la maggiore D959 (Schubert).

András Schiff (Budapest, 1953) ha iniziato lo studio del pianoforte a cinque anni con la guida di Elisabeth Vadász, per poi entrare nella prestigiosa "Ferenc Liszt" Academy, dove si è perfezionato con Pál Kadosa, György Kurtág, Ferenc Rados; in seguito ha approfondito gli studi con George Malcolm a Londra. La parte più rilevante della sua attività comprende le composizioni per pianoforte di Bach, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Chopin, Schumann, Bartók. Dal 2004 ha eseguito i cicli completi delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven in 20 città. Ha suonato con le maggiori orchestre internazionali e i migliori direttori, ma ultimamente opera soprattutto come direttore e solista.

Nel 1999 ha creato una sua orchestra da camera a Vicenza, la Cappella musicale Andrea Barca (giocando con la traduzione italiana del suo nome), costruendo un vero e proprio alias italiano, un musicista toscano del '700 del quale ha inventato perfino la biografia. Nella primavera 2011 Schiff ha stigmatizzato l'allarmante sviluppo politico in Ungheria e dopo aver subito attacchi personali da parte dei nazionalisti ungheresi ha deciso di non suonare più nel suo Paese.

L'altro grande concerto è in programma stasera a Pescara. Protagonista della serata al teatro Massimo è l'eccelso pianista iraniano (o, come lui preferisce, persiano) Ramin Bahrami, finissimo studioso e interprete dell'opera di Johann Sebastian Bach. Il recital (ore 21) segna la ripresa dopo le feste della 50ª stagione concertistica della Società del teatro e della musica "Barbara". Bahrami, che più di altri nell'ultimo decennio ha contribuito a far conoscere l'opera bachiana, proporrà alla platea pescarese un programma interamente dedicato a Bach, lo stesso registrato su cd nel 2013: Suite in la maggiore BWV 832; Preludio, fuga e allegro in mi bemolle maggiore BWV 998, Invenzioni e Sinfonie BWV 772-801.

Allievo, tra gli altri, di Andràs Schiff, Ramin Bahrami (Teheran, 1976) si è diplomato con Piero Rattalino al conservatorio Verdi di Milano e all'Accademia pianistica di Imola (alla formazione in Italia si deve la perfetta conoscenza della nostra lingua) e con Wolfgang Bloser alla Hochschüle für Musik di Stoccarda. In seguito si è perfezionato con Alexis Weissenberg, come detto András Schiff, Robert Levin e con Rosalyn Tureck, che più di altri ha contribuito a far conoscere l'opera di Bach attraverso studi ed esecuzioni. Bahrami ha debuttato 22enne al teatro Bellini di Catania. Da lì è iniziata una formidabile carriera che lo ha visto suonare per le maggiori istituzioni musicali italiane e tedesche e in prestigiosi festival internazionali.

La sua predilezione per Bach è consacrata nelle registrazioni discografiche delle Variazioni Goldberg e delle 7 Partite, pubblicate da Decca tra 2004 e 2005. La sua incisione per Decca della bachiana Arte della fuga è stata in testa alle classifiche pop dal marzo 2007 per sette settimane. Tra i tanti recital, l'esibizione all'Accademia di Santa Cecilia a Roma nella serie Solo Piano accanto a Maurizio Pollini, Grigorij Sokolov, Daniel Barenboim, Jean-Yves Thibaudet, Evgeny Kissin, e nel marzo 2008 la partecipazione alla Maratona Bach accanto al violoncellista Mario Brunello. Sempre per Decca ha inciso l'album "Concerto Italiano", sulle opere di Bach.

©RIPRODUZIONE RISERVATA