“Scrivere liberi”, oltre il Futurismo

Al Muspac dell’Aquila in mostra esponenti di scritture sperimentali e di ricerca
L’AQUILA. Inaugurata in questi giorni e aperta fino all’11 gennaio 2019 al Muspac di piazza d’Arti all’Aquila la particolarissima mostra “Scrivere liberi. Scritture sperimentali e di ricerca dagli anni Sessanta ad oggi”, a cura di Giuseppe Garrera (storico dell’arte, collezionista, curatore, coordinatore scientifico del Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole24Ore) e Sebastiano Triulzi (giornalista e critico letterario di Repubblica, insegna Letterature comparate). Il tema dell’esposizione è quello della lingua liberata, del gioco e della libertà grammaticale, dell’attraversamento dei confini delle parole, della sperimentazione sulla lingua, delle scritture di ricerca verbo-visive, concrete e asemantiche, dagli anni Sessantaad oggi.
La relazione tra poesia, arti figurative, suono, teatralità, nasce per la prima volta nelle “Parole in libertà” di Filippo Tommaso Marinetti, nell’avanguardia globale del Futurismo, come strumento linguistico per tradurre in modo efficace la nuova sensibilità per le grandi scoperte filosofiche e scientifiche dei primi anni del Novecento («il tempo e lo spazio morirono ieri»). Facendo entrare «l’Arte nella Vita e la Vita nell’Arte», le Parole in libertà «orchestrano i colori, i rumori e i suoni, combinano i materiali della lingua e dei dialetti, le formule aritmetiche e geometriche, i segni musicali, le parole vecchie, deformate o nuove, i gridi degli animali, delle belve e dei motori», scrive Marinetti. Sono “analogie disegnate” in cui il senso della parola è descritto anche graficamente dal modo in cui la parola è disposta, per poter essere interpretata teatralmente, come una partitura musicale. In mostra i più importanti protagonisti, storici e attuali, di questa avanguardia, da Hansjörg Maye a Henri Chopin, Anne Tardos, Tóth Kinga, Mariangela Guatteri, Enzo Patti, Ivana Spinelli, Laura Cingolani, Gianni Garrera, Francesco Aprile, per citarne alcuni: tedeschi, ungheresi, svizzeri, italiani, giapponesi, brasiliani, rumeni, russi, francesi, finlandesi, portoghesi, svedesi, canadesi , australiani, ucraini, polacchi, americani, insieme felici sovvertitori di tutte le lettere e di tutti gli alfabeti.
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