Selecchy, Gran Sasso e Verdi: i tre cori per una grande serata

5 Ottobre 2024

Teramo, il concerto in scena oggi alle 21 (ingresso libero) nella storica chiesa del Cuore Immacolato di Maria  

TERAMO. Tre complessi corali per la 30ª Rassegna polifonica aprutina, storica manifestazione dedicata al canto a più voci organizzata a Teramo dall’associazione corale Giuseppe Verdi, in collaborazione con Arca Associazione regionale cori d’Abruzzo. Con i padroni di casa sono protagonisti del concerto di stasera nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria (ore 21, ingresso libero) il Coro Selecchy di Chieti diretto da Mariarita D’Orazio e la Corale Gran Sasso di L’Aquila diretta da Carlo Mantini. La serata si apre con l’esibizione del Coro Verdi, fondato nel 1948 da Ennio Vetuschi, diretto da Umberto De Baptistis in un programma impegnativo e godibile diviso tra Sergej Rachmaninov con l’inno sacro Bogoroditse Devo (Rallegrati, o Vergine, frase di saluto angelico) dai “Vespri”, e Gioacchino Rossini, con il giocoso Duetto buffo di due gatti, pezzo di intrattenimento il cui testo consiste interamente nella ripetizione del verso miao. A seguire il Coro Selecchy, fondato oltre quarant’anni fa a Chieti da Elena Trabucco Grilli, canterà l’Ave Maria del compositore ortonese Francesco Paolo Tosti e pagine di autori che vanno dal Cinquecento al nostro tempo: Ottavio De Cesaris (L’arie di lu mètere), il madrigalista Adriano Banchieri (Contrappunto bestiale alla mente), Javier Busto (Esta Tierra, A tu lado), Marco Màiero (Carezze), Roland de Lassus (Ola, oh che bon echo!), Philip Kern (Mozart’s fa-la-la). Infiìne la Corale Gran Sasso, fondata a L’Aquila nel 1951 da Paolo Mantini, eseguirà un variegato programma tra Wolfgang Amadeus Mozart (Venerabilis barba capucinorum), Knut Nystedt (Laudate), Javier Busto (Joseph fili David), Vytautas Miskinis (Gloriosa dicta sunt), Bepi De Marzi (Improvviso), Giorgio Susana (Resterà la luce), Carlo Mantini (Acqua e Aria), Carter e Hudson (Goodnight sweetheart). Il concerto di stasera doveva svolgersi nell’aula magna del convitto Melchiorre Delfico, nell’edificio storico sede anche del liceo ginnasio che porta anch’esso il nome del filosofo e giurista illuminista. Ma giovedì è arrivato l’ordine di sequestro dell’immobile da parte della Procura che ipotizza problemi di staticità della struttura, ospitante varie scuole per un totale di 850 studenti più il personale docente e non docente. Al disagio di bambini e ragazzi e delle famiglie, indubbiamente il problema più grave, si somma la perdita per Teramo dell’aula magna, spazio per concerti, presentazioni di libri, rappresentazioni teatrali, convegni: chiusura che si aggiunge a quelle del teatro Comunale, della sala polifunzionale, dell’Ipogeo, del museo archeologico con la sala San Carlo in una città capoluogo che non ha più gli spazi culturali.