“Sentieri di rosa canina”, diario intimo e di una comunità

INTRODACQUA. Memorie storiche di personaggi e di spazi di vita familiare, di tradizioni, di consuetudini: un mondo che solo la memoria può salvare, altrimenti sarà destinato a scomparire. Una memoria...
INTRODACQUA. Memorie storiche di personaggi e di spazi di vita familiare, di tradizioni, di consuetudini: un mondo che solo la memoria può salvare, altrimenti sarà destinato a scomparire. Una memoria conservata nel libro “Sentieri di rosa canina”, nuova creatura letteraria dell’antropologa e studiosa abruzzese Licia Mampieri, originaria di Introdacqua.
Il volume edito da Sigraf Pescara, verrà presentato a cura della Pro Loco di Introdacqua oggi pomeriggio, alle ore 17, nella sede della Fondazione “Ernesto Giammarco” ad Introdacqua. «Il libro scaturisce dall’esigenza di raccontare e di raccontarsi sollevando il velo che pervade luoghi e persone», dice Licia Mampieri, «quell’esigenza interiore che porta alla ricerca di ciò che veramente siamo, a far trascendere storie e personaggi, per proiettarli in una dimensione oltre».
A metà tra l’autobiografia e la raccolta di memorie del paese di Introdacqua, con le sue tradizioni, i suoi racconti, aneddoti ed episodi, personaggi unici, il libro di Licia Mampieri vuole essere dunque testimonianza di un’epoca remota ma viva nel ricordo di chi l’ha vissuta e vuole trasmetterne significati e valori alle nuove generazioni. «Un libro diverso dai precedenti», spiega l’autrice, «che evoca un mondo che, se non impresso nella memoria, rischia di scomparire». Vi è in questo libro la percezione di una saga familiare, ma anche la storia di una comunità, quella di Introdacqua, lacerata nei primi decenni del Novecento dall’emigrazione. Ed è per questi motivi che il libro di Licia Mampieri rappresenta una testimonianza socio-culturale di viva attualità. La prefazione è stata affidata a Nicole Palmisano, che nel suo intervento definisce l’opera «un diario intimo» in cui riaffiorano spazi di vita familiare, personaggi, antiche amicizie, consuetudini e tradizioni. «Se Introdacqua è un paese musicale», scrive Palmisano, «a buon diritto quello di una introdacquese verace è il libro canoro di una voce solista che si appoggia e si sostiene alla melica corale di chi le è vissuto accanto. La casa avita diviene lo scenario delle nascite, delle morti, delle partenze e dei ritorni, ma anche la cifra delle identità personali. Una storia come tante, forse, ma che non tutte le donne, in questi tempi di vicende gridate ed esibite, sanno raccontare con tanto garbo, misura ed eleganza di linguaggio».
Claudio Lattanzio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

