Servillo-Orlando, coppia tra le sbarre

6 Settembre 2021

Al Lido “Ariaferma”, piccolo grande film di Leonardo Di Costanzo 

VENEZIA. Avrebbe meritato il concorso al Festival di Venezia questo piccolo grande Ariaferma di Leonardo Di Costanzo, perché al tema forte delle carceri, unisce un duetto attoriale, fatto più di silenzi che di parole, di grandissimo livello. A misurarsi, sono un Toni Servillo, felicemente contenuto dal regista, e un inedito Silvio Orlando credibile come villain, ovvero galeotto senza muscoli, ma di rispetto. Ci troviamo in un vecchio carcere ottocentesco, dove, per problemi burocratici, i trasferimenti si bloccano e così una dozzina di detenuti si ritrova in attesa di nuove destinazioni. Al centro di questa piccola rivoluzione Gaetano Gargiulo (Servillo), capo delle guardie apparentemente tutto di un pezzo, e Carmine Lagioia (Orlando). Tra di loro c'è una iniziale legittima diffidenza, ma la diga tra di loro, entrambi uomini di silenzio, si sfalda lentamente. Questa la storia di uno tra i più bei lavori di questa Mostra. «Certo tra i due c'è imbarazzo», spiega Servillo. «Tutto era delicato da fare, in questi casi basta anche solo un gesto per far traballare tutto». Dice invece Orlando: «Bisogna rischiare nel nostro lavoro. Se ad esempio avessi dovuto considerare la mia attitudine bonaria mi sarei tirato indietro da questo ruolo. Ma il film civile è qualcosa che andrebbe più praticato».