Sette mesi ancora con lui
Sette mesi sono passati da quel 19 maggio in cui Marco ci ha lasciato. Eppure sembra ancora qui, presente, pronto per domenica al suo solito confronto sull’amata Radio radicale con Massimo Bordin. E’...
Sette mesi sono passati da quel 19 maggio in cui Marco ci ha lasciato. Eppure sembra ancora qui, presente, pronto per domenica al suo solito confronto sull’amata Radio radicale con Massimo Bordin. E’ una sensazione strana. Dipenderà dal fatto che se n’è andato lasciandoci la forza immensa delle sue idee. Le stesse che, con l’esempio di una vita, danno corpo al libro-testamento dettato a Matteo Angioli.
Ha lasciato un vuoto immenso nell’insopportabile chiacchiericcio che soffoca la politica italiana, Marco Pannella. Piena di inutili conflitti, svolte tattiche, strategie buone solo per l’effimero messaggio quotidiano da dare in pasto ai media. C’è una bella differenza tra questo brusìo indistinto e le grandi battaglie con le quali il leader radicale ha segnato la storia italiana.
Ha dato il divorzio all’Italia, come ho scritto in altra circostanza. “Quando i poteri forti cattolici, dal Vaticano alla Dc alle sue organizzazioni collaterali, non ne volevano sapere e frenavano, predicando tradizione e prudenza sul tema”.
Alle donne costrette a liberarsi di maternità indesiderate o impossibili da portare avanti ha dato l’aborto legale e la sicurezza di un’assistenza nelle strutture sanitarie pubbliche, affrancandole così dal dramma della clandestinità. E poi i diritti civili, l’obiezione di coscienza antimilitarista, le battaglie per gli omosessuali, contro la pena di morte, i vizi asfissianti della partitocrazia, la sordità dell’informazione pubblica Rai e gli sprechi pubblici.
Tutto questo ha fatto, e tanto altro ancora. Sino alla fine dei suoi giorni. Con la forza, la caparbietà, la costanza e la generosità che lo hanno sempre contraddistinto. Ecco, sarà per questo che lo sentiamo ancora così vicino, presente. (Primo Di Nicola)