Settecento e non sentirli: L’Aquila

All’Emiciclo debutta lo spettacolo evocativo e moderno sulla storia della città
L’AQUILA. “Settecento e non sentirli, L’Aquila rinasce dalla sua storia”. E’ questo il titolo dello spettacolo che si terrà stasera, dalle 21.30, nel cuore del centro storico dell’Aquila, nel restaurato palazzo dell’Emiciclo, sede del consiglio regionale, alla Villa Comunale.
Un appuntamento presentato dal Teatro Stabile d'Abruzzo e dall'Associazione Ricordo che rientra nel cartellone della rassegna I Cantieri dell’Immaginario, la due mesi di eventi promossa dal Comune del capoluogo. Lo spettacolo nasce da un’idea e dalla consulenza storica del professor Walter Cavalieri, la drammaturgia è affidata a Giuseppe Tomei, con musiche originali di Paolo Rosati. Lo spettacolo si propone come un viaggio suggestivo, ma concreto, a ritroso nei secoli, insieme ai personaggi che hanno segnato la storia della città. «Utilizzando un linguaggio evocativo e moderno e avvalendosi di musiche originali, recitazione e videomapping, l’opera vuole essere veicolo per rinnovare la memoria storica volgendo altresì lo sguardo ad un futuro consapevole e propositivo», è spiegato dagli organizzatori. «Pur senza rinunciare ad un taglio a tratti ironico e leggero, si rievocheranno episodi non privi della tragica solennità di cui la Storia è pregna, il tutto incastonato in un quadro d’insieme ricco di rimandi e significati che è anche un gioco in cui riconoscersi nel percorso che ha portato L’Aquila e i suoi cittadini a essere ciò che sono e che nel futuro prossimo che come sempre bussa incessantemente alle nostre porte, potranno essere». Si tratta di «un agile excursus ment sulla secolare storia dell'Aquila», come lo definisce lo stesso Cavalieri. La regia è di Luca Serani, la scenografia di Simone Angelozzi, le coreografie di Leonardo Bizzarri. Interpreti dello spettacolo saranno Matteo Di Genova, lo stesso Luca Serani, Giuseppe Tomei. La voce narrante è di Domenico Capanna e sarà accompagnata da Alessia Centofanti al clarinetto e Cesare Di Giulio alla chitarra. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
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