“SFashion”, la fine della moda in Val Vibrata

22 Marzo 2017

TERAMO. Esce domani nelle sale il lungometraggio del regista abruzzese Mauro John Capece "SFashion", film sulla crisi del settore abbigliamento fotografata dal punto di vista dell'imprenditore....

TERAMO. Esce domani nelle sale il lungometraggio del regista abruzzese Mauro John Capece "SFashion", film sulla crisi del settore abbigliamento fotografata dal punto di vista dell'imprenditore. Prodotto da Giuseppe Lepore, "SFashion" sarà distribuito nelle sale del circuito Uci Cinemas. In Abruzzo la prima con regista e cast si terrà domani nel cineplex Arcobaleno a Colonnella: inizio della serata alle ore 21, con la proiezione seguita da un cineforum.

Il film è stato presentato alla stampa dal regista e dall'interprete e co-sceneggiatrice Corinna Coroneo nella sede teramana della Camera di Commercio. "Sfashion" è stato infatti girato da Capece, teramano di Alba Adriatica, negli stabilimenti di due floride aziende della Val Vibrata, il maglificio Gran Sasso di Sant'Egidio alla Vibrata e la lavanderia industriale Wash Italia di Nereto. Due eccezioni in una vallata che sta conoscendo una dura crisi economica, con una perdita di quasi seimila posti di lavoro dal 2008 al 2015 e il fallimento di 178 imprese. Un dramma anche sociale in quello che era uno dei distretti industriali italiani più prosperi.

"SFashion" racconta l'impegno di Evelyn (Corinna Coroneo), imprenditrice di terza generazione, per salvare l'azienda di abbigliamento fondata dal nonno (Andrea Dugoni). In mezzo alla bufera finanziaria, dovuta alla crisi e alla pressione fiscale, al suo fianco c'è il fidato Bartolomeo (Giacinto Palmarini), manager cresciuto in azienda. Ma intorno a loro due, decisi a salvare azienda e posti di lavoro, qualcuno vuole cinicamente approfittare della situazione: come Cunningham (Randall Paul), un importante cliente americano che pretende sulla merce uno sconto del trenta per cento rovinoso per l'azienda di Evelyn. Solitamente al cinema la crisi economica e le ripercussioni sul mondo della produzione vengono raccontate dalla prospettiva dei lavoratori. Basti pensare ai drammi sociali di Ken Loach, dei fratelli Dardenne o al recente film di Michele Placido "7 minuti". Capece invece sposta la prospettiva dalla parte della classe imprenditoriale. «L'idea del film è nata due anni fa, vedendo quel che accadeva in Val Vibrata», spiega il cineasta albense, autore di cortometraggi e lungometraggi, tra cui "La scultura" nel 2013. «Lo Stato non ha dato sostegno a queste imprese, limitandosi a sostenere le fasce sociali deboli. Soprattutto non si è prestata attenzione alle storie degli imprenditori. L'imprenditore è un personaggio scomodo, perciò è stato difficilissimo trovare i finanziamenti per il film. Poi è intervenuto Giuseppe Lepore, un produttore che è stato anche un imprenditore. Gli stessi attori hanno aderito con sensibilità al progetto, così come le imprese che ci hanno ospitato».

"SFashion", presentato al Festival des films du monde di Montréal, vede interpreti anche Gabriele Silvestrini, Mara D'Alessandro, Cristina Botteon, Ottaviano Taddei, Germano Di Renzo, Denis Bachetti, Piergiorgio Cinì.

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