Si danza con Paradise e Cydonia stasera allo Spazio Matta

19 Settembre 2016

PESCARA. Si intitolano Cydonia e Paradise i due spettacoli di danza in programma, stasera a partire dalle ore 21, allo Spazio Matta di via Gran Sasso a Pescara. Gli spettacoli fanno parte della...

PESCARA. Si intitolano Cydonia e Paradise i due spettacoli di danza in programma, stasera a partire dalle ore 21, allo Spazio Matta di via Gran Sasso a Pescara. Gli spettacoli fanno parte della rassegna di danza Corpografie diretta da Anouscka Brodacz.

Cydonia, si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, « è una donna-guerriero figlia delle nostre generazioni,una donna fragile e forte, che continua a nutrirsi del flusso marziano e delle sue mille forme di energia». Cydonia è scritto e interpretato da Teresa Morisano. Lo spettacolo è una coproduzione Artemis Danza.

Lo spettacolo successivo, Paradise, prodotto da Danae Festival, vedrà in scena Francesco Marilungo (c he è anche l’autore) e Francesco Napoli. «Nella ricerca ancestrale della felicità», spiegano le note di regia, «l'uomo ha dato vita nel corso del tempo a comportamenti che sono stati ampiamente descritti in maniera esplicita soltanto nell'Ottocento dallo scrittore Leopold von Sacher-Masoch e che fanno parte di quello stato di natura/perversione che proprio da lui prenderà il nome».

Il prossimo appuntamento con la rassegna Coprografie è in programma, mercoledì sera alle 21, sempre allo Spazio Matta, dove sarà di scena lo spettacolo “Beviamoci su_No game” di Francesco Colaleo, con la coproduzione Artemis Danza -Spazio Matta. Regia, coreografia e interpretazione sono di Francesco Colaleo, Maxime Freixas e Francesca Linnea Ugolini. Le musiche sono di Mauro Casappa.

“Beviamoci su_No game”, spiegano le note di presentazione dello spettacolo, «desidera affrontare la difficile tematica della dipendenza dall'alcool come soluzione facile alla vita. Non si tratta di un gioco. Il divertimento delle nuove generazioni Smart rischia di essere un pericolo frequente, un Game Over causa della perdita totale della ragione come categoria dell'essere umano. In un paese dei balocchi si assiste al degrado di un potenziale creativo inespresso, se non attraverso atti al confine con il vandalismo. Siamo lontani dalla Bohème degli artisti francesi: è il bicchierino di troppo che trasforma il sogno in incubo. Il gesto realistico, teatrale e danzato riconduce nei luoghi della memoria come in quelli della vita reale: dall'alterazione delle percezioni sensoriali alle solitudini interne. Il corpo è espressione deforme della visione. Corpo sapiente alla maniera di Omero e non banalmente ubriaco».

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