Si mangia a casa da gran gourmet con “Gnammo”

9 Marzo 2015

CHIETI. Si chiama "social eating" uno degli ultimi flussi di quel mare magnum che è diventato oggi il cibo e tutto ciò che gli gira intorno. L'enogastronomia è un fenomeno di costume che prende...

CHIETI. Si chiama "social eating" uno degli ultimi flussi di quel mare magnum che è diventato oggi il cibo e tutto ciò che gli gira intorno. L'enogastronomia è un fenomeno di costume che prende sempre più piede nel Belpaese, dalla televisione agli eventi, dalla formazione al lavoro, dal web all'universo Expo. Una voce della contemporaneità sempre più incline alla condivisione, tanto che il social eating è una realtà affermata da anni all'estero – diffusa inizialmente in Inghilterra e Stati Uniti – e ultimamente sta riscuotendo successo anche in Italia, grazie ad una rete sempre più fitta di "home restaurant".

Perfetti sconosciuti si ritrovano a tavola, contribuendo alle spese, per gustare insieme tutto quello che i padroni di casa hanno preparato. E i padroni di casa si trasformano in cuochi, camerieri, commensali, prediligendo spesso menù a base di piatti tipici del proprio territorio di riferimento, della propria tradizione di comunità o famiglia d'appartenenza, promuovendo anche gli aspetti di cultura locale legati alla cucina. Anche perché il social eating – che interessa single, coppie e gruppi in cerca di amicizia o chance sentimentali, di contatti per sperati sbocchi lavorativi o semplicemente di un po' di compagnia – è sempre più in voga tra i turisti che negli home restaurant ritengono di scoprire meglio le proprie mete di viaggio. La chiave di volta, ovviamente, sta nella rete. Esistono infatti varie piattaforme online dove conoscere gli home restaurant disseminati nelle città italiane e tra questi c'è "Gnammo", portale con cui il padrone di casa rende pubblici gli eventi culinari che organizza – colazioni, pranzi, cene e merende – e i commensali (gnammers) scelgono di parteciparvi, corrispondendo una quota in denaro.

L'idea e lo spirito del social eating sono piaciuti così tanto a Massimo Martino e Marsia Soares da fargli trasformare la loro casa di Ripa Teatina in un home restaurant iscritto a Gnammo (http://gnammo.com/homerestaurantmm - 3405622786). Durante una cena di lavoro all'agriturismo "La Giara" di Torrevecchia Teatina, Massimo, titolare e cuoco, al momento del dolce fa servire a Marsia un piatto di pane e Nutella: da quel colpo di fulmine, piatto dopo piatto, è cominciata una storia che oggi conta 11 anni di matrimonio e due bambini, Giulia ed Edo.

«Dopo 20 anni di attività, presi da impegni familiari, abbiamo ceduto l'agriturismo», spiega Marsia, «ma la voglia di cucinare, di ospitare e di stare in compagnia ci ha sempre portato a ricevere amici in casa nostra. La voglia di riaprire il nostro ristorante ci è sempre rimasta dentro, ma con i tempi che corrono inaugurare una nuova attività è davvero improponibile. E così qualche tempo fa», continua, «abbiamo scoperto su internet il social eating e abbiamo deciso di aprire le porte della nostra casa con Gnammo, iniziando una nuova avventura tra la cucina e la tavola». Su Gnammo si pubblicano online i propri eventi, con il rispettivo menù e la quota o contributo spese per il proprietario di casa al quale, il giorno dopo l'evento, vengono accreditate le somme versate tramite il sito dagli gnammers.

In Abruzzo questa nuova pratica di ristorazione occasionale non è molto conosciuta, ma con tutta la ricchezza e varietà regionale in tema di cibo, e innata ospitalità , ci sono le potenzialità per una rapida crescita del popolo degli gnammers. «Saremmo contenti di aprire sempre più spesso la nostra casa per far conoscere in regione questa nuova realtà» spiegano ancora Massimo, 45 anni di professione cuoco, e Marsia, di 8 anni più giovane del marito, estetista costretta a chiudere il proprio negozio tra crisi e pressione fiscale. Un motivo in più per cui la coppia ha scelto di aprire un home restaurant. «In fin dei conti», concludono, «qualche soldino che rientra per pagare spese e bollette non guasta proprio».

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