Sigourney Weaver: c’è una parte per me in Italia?

29 Agosto 2024

La star «sopraffatta dall’emozione» per il Leone alla carriera ed «elettrizzata per Kamala Harris»

LIDO DI VENEZIA. Sigourney Weaver un po’ scherza e un po’ no quando dice: «Sono onorata del Leone d’oro alla carriera ma nel pacchetto del premio non possiamo metterci anche un film italiano?». L’attrice americana, che sotto al Palazzo del Cinema giovani fan aspettano con la locandina di Avatar, professa amore per la nostra cinematografia e come capita molto spesso paga un tributo di crescita e di passione verso il cinema proprio a partire dalla nostra filmografia. «Da spettatrice mi sono innamorata di Fellini, De Sica, Antonioni. Ricordo Divorzio all’italiana come fosse ieri, quei film mi portavano in un mondo diverso ed è lì che è cominciato tutto». Weaver, 74 anni portati con splendore, ieri sera alla cerimonia di apertura ha ricevuto dall’attrice Camille Cottin il premio, «Sono sopraffatta dall'emozione» dice la prima donna protagonista di un film di fantascienza, la prima ad usare un lanciafiamme e a dire frasi sconvenienti in un film. «Questo Leone d’oro verrà in gondola con me, in aereo con me e mio marito dovrà abituarsi ad averlo nel letto in mezzo a noi» ha assicurato. Ma di fine carriera non si parla affatto: «Ho ancora due Avatar» scherza «e a Londra in teatro sarò Prospero nella Tempesta di Shakespeare». Quanto al tenente Ellen Ripley della saga di Alien di Ridley Scott, non esclude il ritorno. «Spesso mi chiedo perché dovrei fermarmi. È vero sono stata molto fortunata, ho sempre amato e rispettato questo lavoro e incontrato registi adorabili come Peter Weir e Ridley Scott che mi hanno dato la possibilità di interpretare persone più che donne, recitare una parte che non deve essere femminile per forza e questo è raro. Si sono ritrovati a pensare in questa industria che donne più âgèe potevano interpretare persone reali». Alien, Avatar, ma anche Gorilla nella nebbia («Lavoro sempre per la fondazione Dian Fossey per la salvaguardia di questi animali che amo»), Weaver ha una carriera di donne cinematograficamente non stereotipate. «Mi chiedono perché interpreto donne forti: semplice, le donne sono forti, da sempre e tutti i giorni, sono in prima linea su ogni emergenza e non perché vogliono ma perché devono», s'infiamma Weaver. «E le donne reali sono la mia fonte d’ispirazione. A Hollywood non siamo state utilizzate come potevamo. Se sono considerata un simbolo per l’empowerment a Hollywood sono felice, ma lo devo a loro. E ora siamo tutte elettrizzate per Kamala Harris». (al.ma.)