Silvis e le sue "Formicae" alla Feltrinelli di Pescara

29 Marzo 2017

Lo scrittore (e questore di Foggia) racconta la caccia a un pedofilo assassino seriale utilizzando uno stile poliziesco psicologico. Giovedì 30 marzo alle 18 la presentazione con Enzo Verrengia

PESCARA. Raccontare la provincia criminale può risultare meno arduo per la conosce dalla nascita e oggi la vive da Questore. Piernicola Silvis, che dirige in tale veste le forze dell’ordine a Foggia, vi riesce egregiamente con il suo nuovo thriller, "Formicae", ambientato nel suo territorio di prossimità. Ma non ci si attenda la solita rassegna sociologica della questione meridionale che diventa questione criminale, con agganci retrospettivi risalenti al brigantaggio e alla “colonizzazione” forzosa da parte dei piemontesi. No. Silvis è uno scrittore, oltre che alto funzionario di polizia. Ha cominciato nove anni fa riprendendo in forma di reportage paranarrativo la sua esperienza nella sezione catturandi. Poi si è specializzato nel giallo d’indagine vera e propria. Oggi, con "Formicae", compone uno straordinario mosaico suspense in cui convergono le autentiche modalità d’investigazione, che negli Stati Uniti danno origine al cosiddetto procedural (Ed McBain e il suo "87º Distretto"), e il poliziesco psicologico affermatosi con "Il silenzio degli innocenti", di Thomas Harris.
Il protagonista di Silvis è Gianlorenzo Bruni, bergamasco, convocato a Foggia per dare la caccia a un serial killer pedofilo. Esponente del Servizio Centrale Operativo, deve rifarsi da una sconfitta. Due anni prima non ha saputo catturare l’omicida del piccolo Livio Jarussi, il cui cadavere emerge da una discarica a Siponto. La scelta di affidare il punto di vista narrativo e professionale a un settentrionale si rivela perfetta. Silvis è di Foggia, Bruni di Bergamo. La media fra l’autore e il suo personaggio regala ai lettori un’analisi illuminante dell’ambientazione. Bruni coglie con obbiettività tutto quanto del Tavoliere potrebbe sfociare nel passionale se a parlare fosse realmente Silvis. Inoltre, la caccia al serial killer s’inserisce in un ambito già fortemente criminalizzato di suo. Tanto che i capi della sanguinaria mafia foggiana, la Società, decidono di mobilitarsi per eliminare il maniaco e togliere alla polizia ogni pretesto di “militarizzazione” del territorio. L’identità dell’assassino è svelata fin dalle prime pagine. Ma questo non toglie la dinamica avvincente al romanzo. S’innesca infatti la corsa contro il tempo per arrivare a fermare il giovane disturbato che uccide per tacitare le formiche nella sua testa. La patologia si chiama sindrome di Ekbom. Chi vincerà? La polizia o i criminali organizzati? E perché i delitti richiamano l’attenzione di Sante Tozzi, celebre conduttore di talk show e di tale Alessandro Clement, falso nome di un sedicente giornalista del quotidiano “Nuova Puglia”? "Formicae" è una lezione di scrittura che travalica il recinto del “genere”. Silvis vive in empatia con i suoi protagonisti e palpita insieme a chi legge nell’ansia di interrompere l’orribile catena omicida. Insieme, descrive impietosamente il degrado di una terra solare, ricca di umanità e geograficamente privilegiata, per il clima, l’agricoltura e suoi derivati. Foggia, in particolare, vi si delinea sospesa tra l’originaria vocazione rurale e lo sviluppo terziario, con una ricchezza che favorisce certe derive d’illegalità.

Domani, giovedì 30 marzo, Silvis presenterà il suo "Formicae" alla libreria Feltrinelli di Pescara alle ore 18. A presentarlo sarà Enzo Verrengia, scrittore, giornalista e pugliese verace come l'autore.