Sipari: un concerto per Papa Francesco e i bimbi abbandonati

Il 29enne direttore d’orchestra di Pescasseroli sul podio domani nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma
di Annalisa Civitareale
Sarà un messaggio di pace universale quello che domani partirà dalla basilica romana di San Giovanni in Laterano. Un invito a farsi costruttori di pace sulle note della musica, quella di “Pacem in terris”, il concerto di Natale dedicato a Papa Francesco. Un concerto che parlerà, tanto, d’Abruzzo. Il direttore d’orchestra sarà infatti il maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli. Ventinove anni e un curriculum che parla di un percorso formativo e professionale di livello internazionale.
Con lui nella basilica romana, domani, dalle 20.30, si esibirà un ensemble di oltre 240 elementi: i grandi nomi della musica leggera italiana, da Ron a Mietta, da Simona Molinari a Ivana Spagna, il soprano Chiara Taigi, ma anche l’orchestra sinfonica “Marco dall'Aquila”, il coro lirico International Opera Choir e il coro delle voci bianche del Teatro dell'Opera di Roma.
Ospite internazionale sarà Amii Stewart. Tanti anche gli attori coinvolti nel progetto, tra i quali Andrea Roncato, Guillermo Mariotto e Fioretta Mari. L'evento sarà gratuito e andrà in mondovisione su Telepace .
Maestro Sipari, come sta vivendo questi giorni di avvicinamento al concerto?
«Percepisco questo evento in modo particolare perché da qui partirà un messaggio di pace, come si evince dal titolo mutuato dall’ultima dell'ultima enciclica di papa Giovanni XXIII, costruito attraverso l’unione e la collaborazione tra forme artistiche e musicali diverse. Non solo parole di pace, ma anche un impegno concreto: l’evento sosterrà i bambini abbandonati di Portoseguro-Brasile curati dall'associazione "Sos Brasil Onuls"».
Come è nata l’idea di questo concerto di Natale?
«L’idea è nata all’indomani del concerto del 6 aprile dedicato alle vittime del terremoto dell’Aquila, tenuto nella stessa basilica di San Giovanni in Laterano. Da qui questo progetto per il Natale che è il frutto di oltre cinque mesi di lavoro e di tante ore di prove, anche in collegamento Skype con gli artisti quando non potevano esserci personalmante.»
Che concerto sarà?
«Se dobbiamo cantare la pace, dobbiamo cantarla in maniera universale. Il programma sarà composto da “pillole” di generi diversi, dal jazz alla lirica, dal pop ai canti tradizionali. Gli arrangiamenti sono stati curati dal maestro Angela Bruni ed ogni singolo brano è stato costruito e adattato per l’artista che lo eseguirà. L’apertura sarà affidata a “Who wants to live forever” dei Queen che è un inno alla vita eterna, anche se non è forse uno dei più tipici canti natalizi. Vorrei ricordare anche l’interpretazione che Amii Stuart farà di “Amazing Grace”, una narrazione della libertà dalla schiavitù operata dalla grazia di Dio; e ancora "Adeste Fidelis”,cantato da Tosca metà in latino e per metà in arabo».
La musica è fatta di emozioni. Pensando a questo concerto, che cosa la emoziona di più?
«Sicuramente le centinaia di e-mail che sto ricevendo in questi giorni dagli aquilani e dagli abruzzesi, messaggi di stima, di amicizia, di persone che mi dicono che venerdì saranno a Roma per il concerto. Insieme a loro ci saranno tanti rappresentanti delle istituzioni della mia regione: a loro ho chiesto di portare i propri gonfaloni, perché l’Abruzzo sia parte integrante di questo concerto. Oltre a me, ci saranno anche tanti abruzzesi sul placo, dai musicisti alla conduttrice Alda D’Eusanio a Simona Molinari e Grazia Di Michele. Mi emoziona profondamente, però, anche la grande disponibilità che artisti di fama internazionale hanno mostrato nell’accogliere l’invito a prendere parte a questo evento».
Dalle sua parole si evince un legame molto forte con la sua terra.
«Sì: dico sempre che l’Abruzzo è la mia seconda malattia dopo la musica. Anche se non vivo più all’Aquila, i miei genitori sono lì e quando posso torno in città o nel mio paese d’origine, Pescasseroli. Dalla mia terra prendo energia. Porto l’Abruzzo nel cuore e questo anche grazie alla mia famiglia che mi ha insegnato a non dimenticare mai le proprie origini».
Incontrerà per la prima volta papa Francesco. Sarà la prima volta?
«Sì, sarà la prima volta. Ho conosciuto papa Benedetto XVI: un uomo santo, con un grande amore per la musica. La prima volta che l’ho incontrato mi sono commosso. Credo che il suo grande gesto delle dimissioni abbia dato il là a quel cambiamento che la chiesa sta portando avanti con papa Francesco. Sono davvero felice di potermi esibire per il Pontefice e per tutta la cristianità».
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