Sofia e Carlotta, “sorelle” nell’Arminuta: «Il sogno? Diventare famose»

10 Dicembre 2021

Ieri l’incontro con i fan, disponibile sulla nostra pagina Facebook  La ragazze premiate con una borsa di studio dalla Regione Abruzzo

PESCARA. I lunghi capelli rossi, sciolti sulle spalle, incorniciano il viso diafano di Sofia Fiore e i pochi, essenziali dettagli nell'abbigliamento: jeans blu, scarpette da ginnastica e maglioncino lilla. Il sorriso timido dell'Arminuta, dal cinema alla televisione fino al mondo dei social, illumina tutta la scena, ugualmente divisa con la sorellina (sul set) Carlotta De Leonardis, un autentico "peperino" dentro e fuori dalle telecamere che, ieri, ha sfoggiato stivaletti, minigonna, accessori rosso fuoco e l'anello diviso a metà con la migliore amica. Così diverse nella finzione, eppure tanto uguali nella vita reale le due protagoniste del film capolavoro del regista Giuseppe Bonito, tratto dall'omonimo romanzo di Donatella Di Pietrantonio. Da bambine prodigio a piccole donne, con un unico sogno in comune: sfondare nel mondo del cinema.
«Da grandi vogliamo fare le attrici», dicono quasi all'unisono Sofia e Carlotta, rispettivamente l'Arminuta e Adriana nel film, a margine della lunga diretta organizzata in sinergia dal Centro e da Rete8, andata in onda live sulla pagina Facebook del Centro e sui canali dell'emittente televisiva con la conduzione in studio dei giornalisti Anna Di Giorgio e Andrea Mori e Ylenia Gifuni per la parte social.
In tre mesi serrati di riprese tra Lazio, Svizzera e (poco) Abruzzo, le due ragazze sono maturate, crescendo professionalmente anche grazie all'apporto di grandi attori del calibro di Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane, Elena Lietti e Andrea Fuorto (di Sulmona). E hanno soprattutto fortificato i loro caratteri, stringendo un legame profondo anche fuori dalle scene, al punto che anche adesso si sentono e si vedono spesso tra loro, partecipando a manifestazioni e iniziative insieme ai rispettivi genitori, che dal primo provino continuano ad accompagnarle passo passo. Ieri con Sofia e Carlotta, che nei prossimi giorni saranno premiate anche dalla Regione Abruzzo con una borsa di studio, c'erano i loro papà, Antonio Fiore e Massimo De Leonardis, che si sono lasciati andare ad alcune confidenze "dietro le quinte". «Le nostre figlie si sono prese subito», raccontano i genitori, «forse perché sono state catapultate all'improvviso, nel giro di una manciata di giorni, in un mondo completamente sconosciuto, dall'Abruzzo a Roma, e hanno dovuto lavorare duramente durante le riprese del film, seguendo un corso accelerato di recitazione in un periodo in cui, tra l'altro, era tutto bloccato a causa del Covid. Tra tamponi ogni settimana, riprese 6 giorni su 7, fino a 12 ore al giorno, e le domeniche passate a studiare la sceneggiatura è stata veramente dura».
Oggi, ormai tornate alla vita di ogni giorno, continuano a seguire le loro passioni: Sofia, studentessa 14enne al primo anno del liceo classico Pantini-Pudente di Vasto, dopo aver superato brillantemente l'esame di terza media con voto "10", suona il violino, è appassionata di Morricone e studia teatro. Carlotta è invece iscritta al quinto anno della scuola primaria Balbino Del Nunzio di Spoltore, frequenta i corsi di acrobatica aerea e, nel tempo libero, ama guardare video e serie tv come "La Casa di Carta".
«Il dialetto», dice Massimo De Leonardis, «Carlotta lo ha imparato in famiglia, mia madre ha 86 anni e tra noi parliamo spesso in abruzzese, quindi per lei è stato naturale riproporlo sul set». «L'ho insegnato anche ad altre attrici, come la Scalera», aggiunge la piccola, «perché lei conosceva solo il suo, il dialetto pugliese, e a volte sbagliava qualche scena».
«Quando il regista ha scelto Sofia», aggiunge Antonio Fiore, «eravamo al Mediamuseum di Pescara. C'erano tantissime ragazze, tutte brune con gli occhi scuri. Ci avevano convocato parlandoci di un ruolo marginale, ma poi tutte le altre sono andate via. Eravamo rimasti il regista, io, mia moglie e mia figlia. E' stato allora che ci hanno detto che era stata scelta per la protagonista. Mia moglie è scoppiata a piangere. Io gli ho detto: "Ma è sicuro? Non ha mai recitato prima". Invece lui mi ha risposto che Sofia è stata scelta perché doveva rappresentare la diversità, perché l'Arminuta deve essere così».