Sofia Fiore volto dell’Arminuta Oggi il primo ciak

L’autrice teramana del romanzo è sceneggiatrice con Zappelli (David di Donatello) e il regista Bonito
TERAMO. Parte oggi l’avventura cinematografica de “L’Arminuta” con l’avvio delle riprese del film tratto dal romanzo di Donatella Di Pietrantonio, Premio Campiello 2017.
Regna il segreto sul luogo del primo ciak e anche la stessa scrittrice abruzzese, che ha collaborato alla sceneggiatura, non può dire al Centro di più se non che sarà presente sul set a metà novembre. Set tra Abruzzo e Lazio, con sei settimane di riprese agli ordini di Giuseppe Bonito, già regista di “Figli”, con Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea, successo della passata stagione. La sceneggiatura, con la collaborazione di Di Pietrantonio, è firmata dal regista e da Monica Zapelli, premiata nel 2001 con il David di Donatello e il Nastro d’Argento per lo script del film di Marco Tullio Giordana “I cento passi”.
Zapelli già ha scritto per Bonito l’opera prima “Pulce non c’è” (2012), dall’omonimo romanzo di Gaia Rayneri. In quel film erano protagoniste due bambine, Margherita, novenne autistica, e la sorella maggiore Giovanna, di 13 anni. C’è da aspettarsi la stessa sensibilità per la storia della piccola arminuta senza nome, la bambina ritornata nella povera casa della famiglia d’origine, protagonista del romanzo di Donatella Di Pietrantonio, e il suo rapporto speciale con la sorella minore Adriana. La giovanissima Sofia Fiore è stata scelta per il ruolo dell’arminuta, affiancata da Vanessa Scalera, protagonista della fiction tv “Imma Tataranni - Sostituto procuratore”, Fabrizio Ferracane (“Anime nere”, “Il traditore”, che gli è valso il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista), Elena Lietti, Carlotta De Leonardis, Andrea Fuorto. Il casting per alcuni ruoli si è svolto in Abruzzo tra agosto e settembre: Civitella del Tronto, Pescara, Pratola Peligna, Sant’Eufemia a Maiella, Teramo e Penne, dove Di Pietrantonio, nata nel 1963 ad Arsita, nel Teramano, vive e lavora come dentista pediatrica. Italo-svizzera la produzione del film, targata Maro Film, Baires Produzioni, Kafilm e Rai Cinema, col sostegno del bando Lazio Cinema International - Regione Lazio e del Mibact.
Pubblicato nel 2017 da Einaudi, “L’Arminuta”, terzo romanzo di Donatella Di Pietrantonio, ha vinto Premio Campiello, Premio Napoli, Premio Alassio Centolibri, è stato presentato in ogni dove, ha venduto oltre 240mila copie ed è stato tradotto in 24 Paesi. Con la sua scrittura scabra e resa viva dai dialettismi, ambientato negli anni Settanta in un Abruzzo sospeso tra la luce del mare e la durezza della vita nelle aree interne, “L’Arminuta” tocca corde profonde e cattura fin dalla prima pagina, quando la 13enne protagonista suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle la sorellina Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte, mai vista prima. Da un giorno all’altro la piccola ritornata ha perso tutto, rispedita da quelli che credeva genitori nella casa della famiglia naturale, dalla bella dimora in una città costiera alla povera abitazione in un paese interno appena sfiorato dal progresso. La ragazzina, educata e studiosa, deve così affrontare una vita aspra in un ambiente nuovo e arcaico, povero e rude. Solo con la selvaggia e sveglia Adriana, il fratello grande Vincenzo e il piccolo Giuseppe riesce a stabilire delle relazioni, mentre è subito difficile il rapporto con la madre, anche lei senza nome, perdente nel confronto con Adalgisa, l'altra madre che l’ha allevata con affetto. Nelle pagine finali, con una pietas che avvolge tutti, l’autrice spiega le ragioni del secondo abbandono vissuto dalla bambina.
Prima del cinema “L’Arminuta” ha avuto una bella trasposizione teatrale, nella riduzione di Giacomo Vallozza, prodotta dal Teatro Stabile d’Abruzzo con la regia dell’attrice pescarese Lucrezia Guidone, anche interprete con Beatrice Vecchione. Lo spettacolo ha debuttato a febbraio 2019 all’Aquila, e dopo repliche in Abruzzo e fuori regione è arrivato lo scorso febbraio al Circus di Pescara per il festival La Cultura dei Legami diretto da Edoardo Oliva. Intanto è prossimo l’arrivo in libreria del nuovo romanzo di Donatella Di Pietrantonio, atteso il 3 novembre, quarta opera della scrittrice arsitana dopo il romanzo d’esordio “Mia madre è un fiume” (Elliot), “Bella mia”(Einaudi), candidato al Premio Strega e vincitore del Brancati nel 2014, e il best-seller “L’Arminuta”.