“Sogno di un sogno”, Falconi a Chieti

15 Ottobre 2022

Alla Trifoglio Arte la mostra del 90enne pittore giuliese attesa in tutta Europa

CHIETI. “Sogno di un sogno”: la pittura dalle forti valenze oniriche e simboliche di Gigino Falconi n mostra a Chieti nella Galleria Trifoglio Arte. Oggi l’inaugurazione della personale del quasi novantenne artista giuliese, organizzata dall’associazione culturale Trifoglio col patrocinio di Comune e Regione.
La mostra, alla presenza del maestro, sarà introdotta dalla presentazione della storica dell’arte Paola Di Felice, già direttore del Polo museale di Teramo, nella sala conferenze al piano nobile di palazzo Bellavista, al civico 78 di corso Marrucino. Intervengono il curatore Sandro Parmiggiani, il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alla cultura Paolo De Cesare. Alle 19 ci sarà un intermezzo musicale con I virtuosi di Kiev, Varapud Taras violino, Pogoretski Yurii violoncello, presentati dal maestro Giuliano Mazzoccante. La mostra “Sogno di un sogno” fa parte di un importante progetto europeo che ha visto coinvolte tre gallerie, Sesto Senso a Roma, Besharat a Barbizon in Francia e Trifoglio Arte, ma le mostre negli altri due spazi sono state interrotte, a causa della pandemia, e quella a Chieti non era mai stata inaugurata. Ora finalmente “Sogno di un sogno” approda nella galleria teatina, con un’antologia di creazioni dell’ultimo decennio del prolifico maestro abruzzese, tra i pochi autori figurativi contemporanei, sottolinea il curatore. «L’opera di Falconi respira metafisica, intesa nel senso dell’affiorare di una presenza inaspettata, incongrua, nel luogo e nel tempo dove mai ci saremmo aspettati di incontrarla. Falconi ci dimostra che si può essere pittori metafisici fondendo la cultura pittorica della grande tradizione rinascimentale, di quella inglese, francese, belga, tedesca, austriaca di fine Ottocento, di quella americana – anche noi potremmo rifare i nomi, già sovente citati per il suo lavoro, di de La Tour e di Vermeer, di Burne-Jones e di Rossetti, di Böcklin e di Klinger, della cultura simbolista e del giapponismo, dello Jugendstil e della Secessione viennese, e di Hopper – e quella più esplicitamente, e geograficamente, nordica. Potremmo ricorrere, per definire le sue opere a una delle espressioni più poetiche di Edgar Allan Poe: “Un sogno in un sogno”». Fino al 12 novembre. Orari: dal lunedì al sabato 9.30-13 e 16.30-20. (afu)