Sonate per pianoforte di Beethoven: c’è Laneri

Il maestro ospite della Riccitelli si congeda da Teramo con l’ultimo concerto dedicato al genio tedesco
TERAMO. «Chiudo con questo concerto un libro amato, letto assieme a voi. Io lo riaprirò ancora, con rinnovata stupefazione, ma quello che spero è che anche voi lo facciate, che sia nato in voi il desiderio di riascoltare Beethoven, questo sordo solitario che ha creato nel suo silenzio pagine vertiginose, inarrivabili, di sconfinata bellezza. Vi ringrazio tutti per il caloroso abbraccio di questi mesi». Così il maestro Olaf John Laneri ha anticipato l’ultimo dei suoi concerti teramani dedicati all’esecuzione integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven (scritte tra il 1795 e il 1822), proposte secondo l’esatto numero d’opera assegnato dal genio tedesco. Un’esperienza rara per il pubblico e un impegno titanico per l’esecutore, su invito della Società Riccitelli nella 46ª stagione dei concerti diretta da Nazzareno Carusi. Il nono e ultimo appuntamento col quotato pianista italo-svedese oggi alle 19 nell’aula magna “Croce” dell’università di Teramo. In programma le ultime tre celeberrime Sonate di Beethoven: la Sonata n.30 in mi maggiore opus 109, la Sonata n.31 in la bemolle maggiore op.110, la Sonata n.32 in do minore op.111, suggello del monumentale corpus. «Il maestro Laneri si congeda da Teramo» si legge in una nota della Riccitelli «e da un pubblico che ha imparato con lui a conoscere e riconoscere un Beethoven forse persino inaspettato e che ha conosciuto e riconosciuto in lui la forza del talento e quella dell’uomo, binomio avvertito perfettamente in ciascuno dei nove concerti del ciclo e che si è tradotto ogni volta in momenti di straordinaria profondità e assoluta bellezza». (afu)

