«Sono grata a chi mi scrive: sei un orgoglio abruzzese»

25 Febbraio 2022

Successo mondiale per l’attrice pescarese con la serie Netflix “Fedeltà” 

PESCARA. «Sono fedele prima a me stessa e poi agli altri. Essere fedeli a noi stessi ci permette di offrire agli altri la parte migliore di noi, per completarsi a vicenda. Altrimenti saremmo persone a metà, mutilate». L’attrice pescarese Lucrezia Guidone, talento cresciuto a teatro alla scuola di Luca Ronconi, è bella intelligente ed elegante come la sua Margherita, protagonista della serie Netflix in sei episodi “Fedeltà”, uscita sulla piattaforma il 14 febbraio per la Festa degli innamorati e subito balzata al secondo posto tra i titoli più visti in Italia e tuttora ai vertici in classifica.
Un successo anche mondiale per un bel prodotto di qualità, tratto dall’omonimo romanzo di Marco Missiroli, che racconta a Milano amore e tradimento in una coppia di trentenni sposati: Carlo, interpretato da Michele Riondino, scrittore fermo all’opera prima e docente di scrittura creativa all’università, e Margherita (Guidone), che ha messo nel cassetto la laurea in architettura per fare l’agente immobiliare. La passione non è spenta, ma i loro progetti divergono ed entrambi si interessano ad altri. «La serie sta andando benissimo», dice al Centro Lucrezia Guidone, da anni a Roma ma legata alla sua città. «Il nostro specchio sono i social, i commenti su Instagram. Commenti veramente belli, di molte donne, cosa che mi fa enormemente piacere. Sono felice e molto grata alle persone che mi stanno scrivendo a fiumi. Mi fanno emozionare i tanti che scrivono dalla nostra regione, chiamandomi “orgoglio abruzzese”, “orgoglio pescarese”».
Ci sarà una seconda stagione? Il finale aperto lo farebbe pensare.
«Netflix ha pensato a una serie-evento di una sola stagione legata a San Valentino. Il finale aperto esprime più una speranza per la storia di Carlo e Margherita che lo spunto per una seconda stagione. Hanno voluto così, il progetto è basato su un romanzo. Anche se vi sono zone del libro non toccate».
Missiroli compare in un cameo, è lo scrittore invitato a un incontro con gli studenti, che suscita nell’editore di Carlo un commento acido.
«“Il pallone gonfiato!” (cita ridendo Lucrezia, ndc). Marco ci ha fatto questo regalo, con grande autoironia».
Aveva già letto il romanzo?
«Sì, ma quando ho saputo di dover interpretare Margherita l’ho riletto, ho indagato più nel profondo la storia e il mio personaggio. Avevo letto anche il romanzo precedente “Atti osceni in luogo privato” e mi era piaciuto tanto. Perciò sono stata felice di questa parte perché la base narrativa era di grande qualità».
Quanto le somiglia Margherita? Lei è fedele alle sue passioni?
«Sono convinta che avrei reagito al tradimento in modo totalmente diverso. Mentre recitavo pensavo: “Madonna che autocontrollo Margherita!”. Io avrei fatto un casino. Quanto alla fedeltà alle proprie passioni, non so se vi avrei rinunciato come fa lei,. Sarà che io ho lottato per fare quello che faccio e che amo. Certo ci somigliamo per la passionalità».
Come avete costruito l’intesa lei e Riondino?
«Con Michele ci conoscevamo, pure lui viene dal teatro, abbiamo fatto entrambi l’Accademia. Ci siamo trovati su un terreno comune e attraverso un bell’ascolto, una bella fiducia reciproca. In diverse prove abbiamo lavorato sul testo insieme ai registi Stefano Cipani e Andrea Molaioli. Sicuramente c’è stata anche un po’ di fortuna nel trovare tra noi una chimica attoriale buona».
Eva, amica e socia di Margherita, è l’attrice teramana Elisa Di Eusanio. Prima volta insieme?
«Sì. Sono stata contenta, Elisa è diventata un’amica, ci conoscevamo già ma il lavoro sul set ci ha unite. La stimo molto, umanamente e professionalmente. Si è creata una bella energia tra noi, ci siamo sentite unite come attrici e come abruzzesi. Spero di rilavorare con lei».
Dal teatro viene anche la grande Maria Paiato, sua madre Anna nella finzione.
«Con lei ho fatto diversi spettacoli con la regia di Ronconi. È stato facile immaginarla nel ruolo di mia madre, abbiamo un legame forte. Bello ritrovarci in un’arena diversa da quella teatrale. Ero sempre emozionate quando c’era lei sul set. Maria è un genio, riesce a navigare nella scena in modo unico. Recitare con lei è una grande scuola».
È alla terza interpretazione Netflix, dopo la strega Leptis di Luna nera e la madre single e in carriera Rita di Summertime 2.
«Sono grata a Netflix per avermi dato l’occasione di interpretare personaggi pazzeschi. Inoltre la piattaforma ti permette di arrivare a un pubblico vastissimo, mondiale. Il tuo lavoro arriva a 190 Paesi nel mondo. È una caratteristica potente del mezzo».