Sos al governo dall’Abruzzo dei comics

I festival del fumetto di Pescara, Lanciano e Teramo con altri 23 esclusi dai fondi
TERAMO. Anche i festival abruzzesi del fumetto hanno aderito al manifesto rivolto al governo dalle maggiori rassegne nazionali dedicate agli eroi di carta.
Ventitre manifestazioni di respiro nazionale e internazionale per la prima volta unite per chiedere l’adozione di misure straordinarie a sostegno delle manifestazioni culturali escluse dal Fondo Cultura del Decreto Rilancio. Per l’Abruzzo si fanno sentire iniziative consolidate e seguite come Pescara Comix&Games, Lanciano nel Fumetto, Teramo Comix&Games. Con loro altre importanti vetrine della nona arte, che tutte insieme raccolgono ogni anno oltre un milione di presenze con un indotto economico e una ricaduta sui territori intorno ai 300 milioni di euro: Arf! Festival Roma, Be Comics! Padova, B-Geek Bari, BilBolBul Bologna, Cesena Comics&Stories, Comicon Napoli, Etna Comics Catania, Le Strade del Paesaggio Cosenza, Lucca Comics&Games, Lucca Collezionando, Anafi Reggio Emilia, Palermo Comic Convention, Rapalloonia! Rapallo, Riminicomix, San Beach Comix SanBenedetto del Tronto, Treviso Comic Book Festival, Tiferno Comics Città di Castello, Torino Comics, Varchi Comics Montevarchi, Venezia Comics.
«Quando si parla di fumetto si parla di cultura, editoria, industria, imprenditoria, artigianalità, creatività, professionalità, filiera» si legge nell’appello al governo. I maggiori festival, che rivendicano il valore culturale dei fumetti, sottolineano come il settore più lontano da una ripresa sia quello degli eventi, «in particolare delle manifestazioni dinamiche e affollate come i festival, che si alimentano di aggregazione e assembramenti». I festival del fumetto hanno un pubblico trasversale formato da appassionati e da famiglie, studenti, turisti. Non semplici fiere ma vere piattaforme culturali che attirano energie creative, operatori commerciali, pubblico, muovono un significativo indotto e danno visibilità ai luoghi. Le perdite economiche per i festival italiani nel 2020 sono già considerevoli, perciò le manifestazioni più importanti chiedono un dialogo alle istituzioni e «misure urgenti, puntuali e dedicate». La filiera dei festival del fumetto non vuol essere invisibile. (afu)

