Spettacolo di pupi per raccontare Celestino V

3 Gennaio 2021

L’AQUILA. La storia dell’eremita Pietro Angelerio raccontata attraverso la grande tradizione dell’opera dei pupi (Patrimonio immateriale e orale dell’umanità Unesco). Una storia antica ma capace di...

L’AQUILA. La storia dell’eremita Pietro Angelerio raccontata attraverso la grande tradizione dell’opera dei pupi (Patrimonio immateriale e orale dell’umanità Unesco). Una storia antica ma capace di parlare al cuore del presente, con tutta la forza, il pathos e al tempo stesso la leggerezza di un’opera teatrale. Il Tsa con la Diocesi di Sulmona Valva si impegna in una coproduzione con Botta Pupi Italici per raccontare la vicenda dell’eremita Pietro del Morrone, uomo santo incoronato all’Aquila come papa Celestino V, quindi l’emissione della bolla chiamata Perdonanza (Patrimonio Unesco), il rifiuto del papato, la sua fuga e la morte avvenuta a Fumone. Tutta la vicenda è stata adattata teatralmente con un processo creativo e di fantasia da cui nasce una drammaturgia inedita, «in cui ci si è comunque attenuti con assoluta fedeltà nel riportare personaggi e passaggi storici realmente accaduti», si legge nella nota di presentazione del Teatro stabile d’Abruzzo. «Il teatro di figura per la prima volta dà vita ad uno spettacolo unico nel suo genere, in cui si racconta un tratto fondamentale della memoria storica collettiva. Tale storia rappresentata con l’opera dei pupi, oltre ad avere un valore culturale susciterà curiosità». Nello spettacolo sono presenti vere e proprie opere di arte figurativa. Il cartellone a quadri, classico ed essenziale appoggio scenografico del cuntastorie, insieme ai fondali dipinti che fanno da sfondo alle scene dei pupi, sono parte di una scenografia teatrale tradizionale, così come i pupi, scolpiti, assemblati e lavorati a mano, sono frutto del lavoro artigianale e creativo di Girolamo Botta. La prima dello spettacolo è prevista tra giugno e luglio.