Stagione con Piovani e la canzone romana Giudi ironicoWilde

CHIETI. Con il nuovo anno si alzerà il sipario sulla stagione di prosa del Marrucino. Ieri la presentazione nel foyer del teatro del direttore artistico Ettore Pellegrino, del delegato del Comune al...
CHIETI. Con il nuovo anno si alzerà il sipario sulla stagione di prosa del Marrucino. Ieri la presentazione nel foyer del teatro del direttore artistico Ettore Pellegrino, del delegato del Comune al Marrucino Fabrizio Di Stefano e del maestro Germano Mazzocchetti. Il musicista e compositore nato in Abruzzo, artista di spicco a livello nazionale, che ha ottenuto una serie di riconoscimenti tra i quali il Premio Scanno (2005) e il Premio Flaiano (2006), ha curato il cartellone della stagione 2015, ricco, se si considerano i poderosi tagli fatti alla cultura e che hanno messo in ginocchio le istituzioni culturali di tutta Italia. Gli spettacoli sono sei di cui due prettamente musicali. E il 17 e 18 gennaio la stagione partirà proprio con un evento di musica con “Semo o nun semo” del premio Oscar Nicola Piovani, omaggio alla canzone romana realizzato dall’ Ensamble Aracoeli e interpretato da Massimo Wertmuller, Donatella Pandimiglio e Pino Ingrosso. Il 7 e l’8 febbraio, in una veste insolita, Gianluca Guidi si cimenterà in “Oscar” un monologo su Oscar Wilde scritto da Masolino D’Amico che ha debuttato al festival di Borgio Verrezzi. La regia è diMassimo Popolizio, regista doppiatore e attore, recentemente nella veste del padre di Leopardi nel film di Martone “Il giovane favoloso”.
Il 21 e 22 febbraio sarà la volta del secondo evento musicale. Gli Oblilvion, se si vuole gli eredi dello storico Quartetto Cetra, metteranno in scena “Othello, l’h è muta”, parodia dell’Otello, sia nella versione di Shakespeare sia in quella di Verdi. Le musiche sono eseguite dal pianista Denis Biancucci che accompagnerà il gruppo in una divertente botta e risposta. Regia: Giorgio Gallione.
Del drammaturgo palermitano Franco Scaldati, scomparso recentemente, è “Totò e Vicè” spettacolo che andrà in scena il 7 e l’8 marzo, storia di due barboni che dissertono su temi filosofici.
Il 21 e il 22 marzo si assisterà a “Ben Hur” di Gianni Clementi che racconta una Roma cattiva nei confronti dello “straniero”, interpretata da Paolo Triestino Elisabetta De Vito e Nicola Pistoia che ne cura la regia.
Prodotto dallo stabile di Catania l’atto unico di Totò Rizzo “Se’ Nummari”, la tragedia forte e antica, in duro dialetto siciliano, andrà in scena l’11 e il 12 aprile. Per la regia di Vincenzo Pirrotta Se Nummari, che ha già calcato con successo molti teatri italiani, è interpretata da Filippo Luna e Valeria Contadino, chiude la stagione di prosa.
Intanto la stagione lirica si conclude il 5 e il 7 dicembre con due atti unici: “Il telefono” musiche e libretto di Giancarlo Menotti e “Gianni Schicchi” musica di Giacomo Puccini, libretto di Giovacchino Forzano, direttore Gabriele Bonolis, regia Ferenc Anger con l’Orchestra sinfonica abruzzese in collaborazione con Conservatorio di musica "L.D'Annunzio" di Pescara.
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