“Storie di amore e di calcio” per capire la vita

Santeramo – autore per Servillo, Santamaria, Solarino, D’Amore – stasera allo Zambra di Ortona con il nuovo spettacolo
ORTONA. “Storie di amore e di calcio” non è uno spettacolo che racconta l’attualità del pallone, né le pure eccezionali imprese delle grandi squadre e dei campioni. Piuttosto assomiglia a certe serate immaginate in compagnia di Brera e Rocco, davanti alla tovaglia a quadretti di una trattoria, a bere vino, parlar di donne e solo di sfuggita riflettere sul calcio.
Con Michele Santeramo “Storie di amore e di calcio” sarà questa sera, ore 21, sl palco dell’auditorium Zambra di Ortona – gestito da Unaltroteatro di Lorenza Sorino, Arturo Scognamiglio, Davide Borgobello. Uno spettacolo intenso e anche commovente: il calcio, come sport, è anche la metafora della vita, un elemento di cui è intrisa la cultura del Novecento, con le sue relazioni sociali e poteri più o meno forti, come anticipazione dell’evolversi e del mutare o meno di questi rapporti.
Non è dunque il calcio che dà voce ai valori della vita e della società, nel racconto di Santeramo, ma la vita e la società riempiono il calcio di valori, aspettative, di tragiche sconfitte che vengono tradotti come segni universali e trasmessi agli altri. L’ attore pugliese, autore di numerosi testi teatrali – fra i quali La rivincita, Sequestro all’italiana, Le scarpe, Nobili e porci libri, Murgia, La prima cenaKonfine – con questo suo ultimo lavora comincia a trasformare l’arte del narrare, costruendo una scena che non è, come di consueto «contrapposta» al pubblico, bensì penetra nella platea costruendo un dialogo, e se da una parte è ricza di parola e dall’altra lo è di silenzio attento, e in questo modo viene promossa una partecipazione attiva che le musiche agevolano, costituendo una partitura drammaturgica che si amalgama, si integra e si confonde con la narrazione. In questo spettacolo si racconta del primo campionato mondiale di calcio clandestino della storia.
Si gioca in un paese, tra squadre composte da immigrati. Chi vincerà il mondiale governerà sulla malavita per un anno. Fino al prossimo campionato del mondo clandestino. Le storie di cui tratta lo spettacolo legano calcio e amore di paese. I protagonisti sono persone di cui mai si sentirà parlare. La piazza della quale si racconta non sarà mai sui giornali, eppure contiene ogni sera il pulsare profondo delle vite di quelle persone che spendono il tempo a inseguire sogni, perderli, innamorarsi, perdere. Le musiche sono di Sergio Altamura, anch’egli in scena.
Santeramo ha scritto per Toni Servillo, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Vittoria Puccini, Marco D’Amore, Claudio Santamaria, Anna Foglietta, Giulio Scarpati, Lino Musella, Arturo Muselli, Sergio Rubini, Valeria Solarino, Edoardo Leo. Contestualmente allo spettacolo il foyer dello Zambra verrà inaugurata la mostra dal titolo “Orbitaio” di Fabiola Di Sipio e talento ortonese classe 76 , pittrice, videomaker Cantante nel gruppo Bioska, più che artista si definisce«donna creativa».

