Storie di emigrazione e guerra a teatro

Oggi in scena la terribile e sconosciuta storia dell’Arandora Star
PRATOLAPELIGNA. Il Teatro Stabile d’Abruzzo, nell’ambito della stagione teatrale di Pratola Peligna, Teatro D’Andrea, presenta oggi alle 18 lo spettacolo Non ditelo alle stelle, con Pascal Di Felice, Riccardo Pellegrini, Enrico Valori e Lorenzo Valori. Testo e regia di Federica Vicino, scenografia e videoinstallazioni di Emanuele Dragone, assistente alla regia Jamal Mouawad, musiche originali di Angelo Valori.
Lo spettacolo fa parte del progetto “L’arte non si ferma”, fortemente voluto dal direttore artistico Giorgio Pasotti.
Ispirato a una storia vera, è un allestimento di teatro civile che parla di guerra e di emigrazione. L’allestimento racconta la storia della nave Arandora Star. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i paesi di entrambi gli schieramenti applicarono l’internamento dei cittadini originari dei paesi nemici per timore dello spionaggio. Prima della guerra, l’Arandora Star era stata una nave da crociera. Nel 1940 fu riconvertita dal governo inglese in nave cargo e adibita al trasporto di prigionieri. Il primo luglio di quell’anno vi furono imbarcati 1500 uomini, solo in parte prigionieri di guerra (in tutto 86): i più erano emigranti italiani di prima e seconda generazione. Accusati (pretestuosamente) di essere spie del fascismo, venne loro riservato un trattamento terribile: vennero loro negati i diritti civili e politici, a molti vennero confiscate le proprietà e ai familiari non furono date informazioni di alcun genere. Stracarica di internati, ammassati nelle cabine trasformate in celle, e nella stiva, salpò dal porto di Liverpool e il 2 luglio 1940, a largo della costa nord-ovest dell’Irlanda, fu centrata da un siluro sparato dall’U-Boat U47 e affondò in trentacinque minuti. Persero la vita più di ottocento persone, 446 delle quali italiane.

