«Studio, suono e mi preparo a ripartire in ogni momento»

Il direttore dei Solisti Aquilani confessa le delusioni e le speranze per il futuro «L’affiatamento tra i musicisti si ricreerà subito alla prima prova insieme»
«Siamo a casa, come tutti. Si lavora individualmente, si studia, si suona, per essere pronti a ripartire in qualsiasi momento. La motivazione è tutto. Si deve approfittare di questo tempo per studiare con grande determinazione. E si deve guardare al futuro con ottimismo. Senza di esso non si potrebbe essere artisti». Il pianista, compositore e direttore d’orchestra Maurizio Cocciolito è dal 2013 direttore artistico dei Solisti Aquilani, prestigiosa formazione cameristica che due anni fa ha festeggiato il mezzo secolo. «Lavoro, studio, suono, tengo lezioni on line agli allievi del conservatorio Casella. Sto in famiglia, mi dedico e a moglie e figli, faccio lavoretti di casa. E ogni giorno seguo le decisioni del ministero e l’Agis, a cui i Solisti Aquilani fanno riferimento». Richiesti in tutta Italia e nel mondo, i 15 professori dell’orchestra d’archi tengono ogni anno 140-150 concerti, spesso ospitando solisti e bacchette di primissimo piano, in un’incessante attività dal vivo che a fine febbraio si è fermata.
Maestro, con il lavoro inviduale non si rischia di perdere l’affiatamento, la compattezza di suono dell’orchestra?
È un’orchestra di solisti, ognuno è abituato a suonare da solo. L’affiatamento si ricreerà dopo dieci minuti alla prima prova insieme. È una massa talmente compatta che non avrà problemi in questo senso.
Ultimo concerto prima dello stop?
Il 23 febbraio a Istanbul, insieme al fisarmonicista francese Richard Galliano, col quale avremmo dovuto suonare questo mese di aprile a Napoli per la Società Scarlatti e poi a Milano per le Serate Musicali. Già allora si avvertiva qualche timore, i musicisti erano preoccupati nel prendere l’aereo.
Quanti e quali i principali appuntamenti annullati?
Fino a metà giugno circa 40 concerti saltati. In programma c’erano tournée in Israele, Sudamerica e a settembre in Cina. Abbiamo perso tanti concerti che saranno riprogrammati nella prossima stagione, se non sarà possibile farli in autunno. Aspettiamo di sapere. Poi il grosso punto interrogativo dei festival estivi. I Solisti sono stati invitati a diverse rassegne, come l’Emilia Romagna Festival e il Cantiere internazionale d’arte di Montepulciano. Gli organizzatori sono speranzosi di poterle realizzare, essendo manifestazioni all’aperto. È urgente un’indicazione del governo, siamo tutti in attesa di una decisione del ministro Franceschini. Devo dire che c’è molta attenzione da parte delle istituzioni aquilane. Già due volte il sindaco ci ha riunito in videoconferenza. Ci sentiamo ascoltati e meno soli.
Rispetto a un’orchestra sinfonica, un complesso di 15 elementi come i Solisti, qualora si torni a suonare in estate col distanziamento, potrebbe adattarsi più facilmente?
I musicisti non suonano a distanza l’uno dall’altro. Una prova di questo tipo non è mai stata fatta. Nella nostra orchestra c’è un leggìo ogni due musicisti, con la distanza di un metro ogni musicista dovrebbe avere il suo spartito. Si può immaginare però. Spero tuttavia che tra un mese e mezzo la situazione sanitaria sia migliorata. È importante che chi suona abbia la serenità per pensare solo alla musica».
A parte lo studio, su cosa state lavorando?
Progetti discografici già programmati e avviati, su cui stiamo accelerando. Qualche settimana fa ha visto la luce il cd “Music for Viola & String”, con Vladimir Ashkenazy direttore, ultimo disco del maestro prima del ritiro dalle scene. Poi si lavora al missaggio di altri tre dischi, il primo uscirà in estate. Inoltre stiamo organizzando audizioni a Roma e Bologna per avvicinare i migliori musicisti under 35 alle produzioni dei Solisti. A breve usciremo col bando. Un altro progetto che si spera di realizzare è la collaborazione con la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, per una serie di concerti sulla musica del Novecento. Un progetto condiviso di arte visiva e musica previsto da metà settembre.
Niente concerti on line dei Solisti?
Ce ne sono talmente tanti, anche di istituzioni importanti. Si rischia di essere ripetitivi. Solo un saluto pasquale dei singoli musicisti da casa.
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