Su fino a Cima Alta protetti dal Centenario

Il sentiero da Forca di Valle di Isola offre panorami superbi
Ci sono luoghi del Gran Sasso meno famosi delle cime possenti, che si possono raggiungere con bellissime escursioni e regalano panorami superbi. Tra queste raggiungere la Cima Alta da Forca di Valle è uno di quei cammini che non si dimenticano.
Il sentiero è il numero 103 del massiccio e si imbocca proprio a Forca di Valle, frazione di Isola del Gran Sasso, uscita autostradale della A24 - Montorio al Vomano.
Di fronte alla chiesa del paese si imbocca una ripida strada dal fondo in cemento che raggiunge un bivio con una croce metallica e cartelli (875 metri). Si prende la carrareccia di sinistra e si continua superando ripide rampe alternate a tratti più dolci. La salita è allietata dallo spettacolo che offre il cosiddetto “paretone del Corno Grande” proprio di fronte a noi: si tratta della parete rocciosa che scende a precipizio dalla vetta orientale del Corno e che affascina chiunque percorra quel tratto di autostrada che collega Teramo a L’Aquila.
Ad Est ci accompagna il mare Adriatico e più a Sud la catena del Gran Sasso con le sue bellissime elevazioni dolomitiche il Monte Camicia, il Prena e più in là il Brancastello. Si tratta del cosiddetto “Centenario” che ci terrà compagnia per tutto il viaggio verso la Cima Alta colorandosi con giochi di nuvole dispettose.
Superata la sorgente Peschio della Fonte (1112 m), che sgorga sotto a un grande masso, si sale al valico di Vena Pecorale (1205 m, 1.15 ore), il primo belvedere della giornata sull’omonimo vallone e i due Corni.
Il tracciato prosegue a mezza costa traversando il profondo vallone di Vena Pecorale e continua fino al rifugio Orazio Delfico al Fontanino (1428m, 2 ore dalla partenza). Siamo all’ultima salita che ci porta al valico della Forchetta (1560m). Da qui il sentiero si fa molto ampio e comodo, un lungo balcone che lentamente ci porta alla Piana del Laghetto (1620m) accompagnati da panorami maestosi sul massiccio del Gran Sasso. Sulla Piana del Laghetto converge la strada che proviene dai Prati di Tivo e da qui si può osservare non solo la meta della giornata, ma anche “l’albergo diruto” costruito nel 1935 ma mai completato a causa della guerra. Saliamo decisi verso la Cima Alta, riconoscibile perché vi si erge uno dei crocifissi più grandi che io abbia mai visto, sicuramente più di 10 metri in altezza.
La cima è raggiunta (1715 m, 2.45 ore dalla partenza), non resta che sedersi e guardarsi intorno: su di noi la vetta più alta degli Appennini, a Est il mare, più a Sud le guglie dei monti più belli, a Nord Ovest il Pizzo d’Intermesoli, il Corvo e, immensi, i Monti della Laga. È una sintesi del nostro caro Abruzzo dove si coniugano alla perfezione i mari, i cieli, i monti, i colli, i sapori, gli odori e i ricordi.
È ora di scendere, lentamente per la stessa via, godendosi i colori che cambiano e dipingono più bella la nostra regione. Alternativamente si può scendere più velocemente ai Prati di Tivo dove preventivamente si sarà lasciata un’automobile (meno di un’ora), magari raggiungendo l’albergo diruto e poi scendendo in funivia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

