Su Sky Arte “Il caso Braibanti”

Domani alle 21.15 il docufilm sul processo che nel ’68 divise l’Italia
ROMA. In occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, Sky Arte presenta Il caso Braibanti, film documentario di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese che racconta una vicenda che negli anni '60 divise l'Italia. Il film va in onda domani alle 21.15 su Sky Arte e sarà disponibile anche on demand e in streaming su Now.
Ex funzionario del Pci, partigiano più volte arrestato e torturato dagli aguzzini repubblichini, poi poeta, artista visivo, drammaturgo, Aldo Braibanti è stato mente affascinante e poliedrica, sfuggente a ogni etichetta, uomo mite e appartato. Il documentario prova ad accendere una luce su un intellettuale eretico nel Novecento, dal precoce attivismo antifascista fino alla morte, passando per il processo-farsa che, con l'accusa di plagio, voleva colpire la sua indipendenza e omosessualità.
Il processo a Braibanti fu il nostro processo a Oscar Wilde con un secolo di ritardo. Braibanti aveva introdotto il giovane Giovanni Sanfratello nella sua cerchia di amici artisti, sostenendolo negli studi e incoraggiando la sua inclinazione per la pittura. Tra loro nacque un grande amore e andarono a vivere insieme a Roma. Ma la famiglia del ragazzo, ultracattolica, si oppose alla relazione e lo fece nella maniera più aggressiva: Giovanni fu internato in manicomio e Braibanti fu messo alla sbarra. Era l'estate del 1968. Il processo divise l'Italia. Mentre in tutto il mondo infuriava la Contestazione, Braibanti ebbe al suo fianco pochi ma qualificati sostenitori, tra cui Marco Pannella, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Alberto Moravia e Umberto Eco, che seguirono e commentarono aspramente il processo e quella parte di Paese che resisteva strenuamente ad ogni tentativo di modernizzazione della società.
Ripercorrono la vita di questo lucido e coraggioso intellettuale il nipote Ferruccio Braibanti, Piergiorgio Bellocchio, Lou Castel, Giuseppe Loteta, Dacia Maraini, Maria Monti, Elio Pecora, Stefano Raffo, Alessandra Vanzi, con foto d'archivio, video d'arte girati dallo stesso artista, film sperimentali di Alberto Grifi e scene dal testo teatrale di Massimiliano Palmese. Tutto per restituire la fotografia vivida e inquietante del passato, un passato che continua ad allungare minacciose ombre sul presente.

