Successo dovuto al vitigno pinot nero

All' origine del successo del Santagiusta brut metodo classico c'è il vitigno base degli champagne più importanti, il pinot nero. La scelta di utilizzare il pinot allevato in quota in Abruzzo è la...
All' origine del successo del Santagiusta brut metodo classico c'è il vitigno base degli champagne più importanti, il pinot nero. La scelta di utilizzare il pinot allevato in quota in Abruzzo è la chiave della originalità del Progetto Santagiusta Vigneti di Montagna, intrapreso da Marchesi de’ Cordano nel 2009 partendo dal territorio aquilano. Il nome dello spumante è un omaggio al territorio di provenienza delle uve, Tione degli Abruzzi (Goriano Valli), la cui santa protettrice è Santa Giusta. Condizioni pedoclimatiche uniche ed escursioni termiche ottimali del pendio Lamata a Tione, cru d’elezione per il pinot nero, garantiscono mineralità e struttura al vino, spiega Francesco D'Onofrio e aggiunge: «Il Santagiusta è uno spumante alternativo per un consumatore curioso ed evoluto». Appena tremila le bottiglie prodotte, riservate alla ristorazione di alta qualità ed enoteche specializzate». Ottimo a tutto pasto, il Santagiusta metodo classico è uno spumante intenso e complesso con note floreali di gelso, tiaré e biancospino. Sentori fruttati di arancia amara e cedro. Sottofondo minerale ed erbaceo. Ricordi di crosta di pane, brioche e mandorle. Di corpo, fresco e sapido. Grande eleganza e ottima bevibilità. Abbinamenti suggeriti: piatti a base di pesce, primi piatti con verdure o funghi, carni bianche in cotture semplici, formaggi freschi e a media stagionatura. (j.f.)

