Sui passi dell’eremita Pietro: 90 chilometri tra 19 comuni

Presentate all’Aquila le prime quattro tappe del Cammino Grande di Celestino Un percorso che si inserisce in una rete di strade quasi cinque volte più grande
L’AQUILA. Un singolare viaggio, a dorso di un asino, fu quello del luglio 1294 per il vecchio eremita della Maiella Pietro Angelerio che dall’eremo del Morrone raggiunse L’Aquila per essere incoronato Papa con il nome di Celestino V. Giorni di straordinari cambiamenti per il povero Pietro, che avrebbero lasciato un segno indelebile nella Chiesa. La storia la conosciamo tutti: quattro mesi di pontificato, la rinuncia e la fuga verso oriente, la cattura a Vieste e la morte prigioniero nella rocca di Fumone. Proprio sui passi di questo straordinario personaggio, a partire dal 2018 è stato concepito il Cammino Grande di Celestino.
IL PROGETTO Sulle prime quattro tappe del Cammino, che procedono a ritroso dal capoluogo sino a Sulmona, si è concentrata l’attenzione dell’Ufficio speciale della Ricostruzione del Cratere, insieme al Parco Sirente Velino, in sinergia con il Parco della Maiella, il Cai e l’Università: 90 chilometri che toccano 19 comuni delle aree interne d’Abruzzo. Un percorso che si inserisce in una rete più grande di 400 chilometri di sentieri delle aree interne della provincia dell’Aquila (ne fanno parte anche il Cammino tra i Vestini, il Cammino della Baronia, il Cammino dei Francescani). L’iniziativa, promossa proprio dall’Ufficio speciale della Ricostruzione del Cratere, ha l’obiettivo di valorizzare il territorio, con le sue bellezze naturalistiche e la sua storia, facilitandone l’accesso e la comprensione anche attraverso l’innovativa tecnologia dello “Smart Beacon", grazie a cui materiale testuale, audio e video giungerà direttamente sullo smartphone del camminatore, attraverso un percorso digitale dedicato. Il progetto è stato finanziato con un milione di euro attraverso un’ordinanza del commissario straordinario della ricostruzione post sisma. I principali interventi riguardano la sistemazione dei sentieri esistenti e della vegetazione e la realizzazione della segnaletica, di bacheche e aree di sosta, di attraversamenti pedonali in corrispondenza con le strade provinciali, di colonnine di ricarica per le e-bike.
DA L’AQUILA A FONTECCHIO La prima tappa è lunga 26 chilometri. Il Cammino ha inizio al cospetto della Basilica di Collemaggio. Per la strada asfaltata si raggiunge il fondo valle e ci si dirige verso Monticchio e si prosegue tra i campi e passando nei pressi della necropoli di Fossa. Il Cammino tocca anche il Ponte Romano di Campana posto sul fiume Aterno e ai piedi dell’omonimo abitato. Il ponte risale al I secolo dopo Cristo e fu fatto erigere assieme ad altri 11 nella valle dall’Imperatore Claudio. In leggera salita per una stretta strada sterrata e infine su sentiero si raggiunge Fontecchio, crocevia artistico e culturale negli ultimi anni.
DA FONTECCHIO A CASTELVECCHIO Da qui si torna nella valle sul fiume. Con l’ippovia su fondo asfaltato si raggiunge la stazione di Beffi. Qui ha inizio il sentiero che arriva alla base del colle su cui sorge Beffi, frazione di Acciano. Giunti a Beffi la vista sui versanti boscosi della Valle dell’Aterno è straordinaria così come lo è la struttura del borgo fortificato con la sua torre pentagonale del XII secolo. Nei pressi della torre ha inizio il sentiero che conduce di nuovo al fiume e alla stazione di Acciano. Dopo un breve tratto su asfalto in corrispondenza della chiesa della Madonna della Sanità con un bel sentiero si costeggia la ferrovia fino a Molina Aterno. Dunque Castelvecchio Subequo.
DA CASTELVECCHIO A RAIANO Più corta la terza tappa, solo 10,2 chilometri attraverso la Valle dell’Aterno, per scendere in Valle Peligna in vista del Morrone e della Maiella. Da Castelvecchio si raggiunge Castel di Ieri. Superato il valico si apre una vista straordinaria sulla valle Peligna.
VERSO LA VALLE PELIGNA Numerose le località di interesse, a partire da Corfinio, lungo una comoda strada rettilinea giungendo in breve all’Abbazia di San Pelino che, edificata nel 1075, è tra le più belle chiese romaniche d’Abruzzo. Si prosegue in direzione del Morrone per raggiungere l’imponente Badia Morronese nell’omonima contrada. Si raggiunge così Sulmona, dunque Pacentro.
LA PRESENTAZIONE A illustrare le caratteristiche del Cammino Grande di Celestino il direttore Usrc Raffaello Fico, Francesco D’Amore, presidente del Parco regionale Sirente Velino, Ersilia Lancia, assessore al Turismo dell’Aquila, Lucio Zazzara, presidente del Parco Maiella, Ugo Marinucci (Cai), Alessandro Marucci, docente dell'UnivAq
