Sul Monte Costone dai Piani di Pezza

Un’escursione facile per vedere un panorama illimitato
Sui Monti d’Abruzzo può capitare che prendi una strada, la percorri e quando arrivi alla fine della salita ti trovi davanti un piano immenso, verde, fiorito in primavera e bianchissimo d’inverno; ti guardi intorno vedi la corona di montagne che proteggono quella pianura e allora realizzi che sei davanti ad un altopiano, uno dei tanti in Abruzzo. Se sei partito da Rocca di Mezzo e hai seguito la strada detta via di Pezza, stai guardando uno dei più belli: i Piani di Pezza, un grande piano carsico di notevole impatto visivo, con ampi spazi verdi circondati da faggete con esemplari ultra-centenari.
Bisogna percorrerli a piedi i Piani: 5 chilometri di bellezza, prati, fiori, dossi e montagne che proteggono. Se si vuole guardarli dall’alto, si può salire sul Monte Costone, un’escursione facile, relativamente breve che ci porterà su un panorama illimitato a volare sulle bellezze d’Abruzzo.
Arrivati ai Piani di Pezza, con prudenza si percorre la piana in automobile su una carrareccia che porta fino a Capo Pezza, 1535m, da dove si prende il sentiero numero 1 (cartello indicatore di legno- Rifugio Sebastiani-Valle Cerchiata). Il sentiero si snoda sulla destra nel bosco di faggi e sale gradatamente tra foglie, fiori, rocce e radure per la Val Cerchiata. Superato il bosco, a Iaccetto di Capo di Pezza - 1793 metri- il sentiero si divide: a destra si va al Rifugio Sebastiani (sentiero 1A), a sinistra verso Colle dell’Orso e al Monte Velino ( la cosiddetta “via degli aquilani”, sentiero 1). Si prende a sinistra e si attraversano in salita radure splendide piene di genziana, si va verso la cresta che si staglia su un cielo terso e altissimo. Con un piccolo sforzo si arriva in vista della maestosa valle del Bicchero che appare nella sua immensità, dopo aver aggirato un dosso in prossimità di Colle dell’Orso. È proprio qui che il massiccio del Velino si distende sotto i nostri occhi regalandoci la bellezza del tappeto verde che conduce al Monte Bicchero, dei brecciai che pare sorreggano le vette, delle valli profonde e verdi, degli altopiani sontuosi, delle creste frastagliate, della piramide della vetta più alta. E quando si arriva in cima tutto appare ancora più chiaro: le montagne sono maestre di vita e quassù ci insegnano la bellezza, il rispetto, l’amore, la diversità. Campo Felice, la larghissima Val Leona e i Piani di Pezza si allungano ai nostri piedi e sembra quasi impossibile che così tanta “arte naturale” sia così vicina, così commovente. Si scende sul sottostante rifugio Sebastiani, uno dei pochi rifugi che riesce ad aprire tutti gli anni, ci si volta verso ovest per ammirare la roccia della Vena Stellante e si comincia a riscendere per la Valle Cerchiata (sentiero 1A), accompagnati da tutte le vette dell’Alto Velino e dalla Piana che cambia colore. Al tramonto il panorama si dipinge in uno dei quadri più belli: la Majella e il Gran Sasso si tingono di rosso e poi di rosa, il Sirente quasi si fa da parte grigio e roccioso, l’alto Velino e la Serra di Celano sfumano verso l’azzurro e la Piana di Pezza si addormenta.
I nostri immensi gioielli: gli altopiani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

