Sul Monte Secina dalla Pietra Cernaia

L’elevazione fa parte dei Monti Pizzi, tra l’Abruzzo e il Molise
D’inverno ci si muove nel regno del bianco, dei boschi misteriosi e dei panorami immensi. E se lo si fa camminando dagli Altopiani maggiori d’Abruzzo verso i monti Pizzi ci si avvicina alla bellezza selvaggia dell’Appennino centrale: è difficile infatti incontrarvi persone, più facile inciampare nei silenzi, le orme, gli odori e l’acqua fredda.
Ce ne andiamo dunque alla base della maestosa Pietra Cernaia e saliremo il Monte Secine, a oltre 1.800 metri di quota. Questa elevazione fa parte dei Monti Pizzi , un gruppo al confine tra l'Abruzzo e il Molise che funge da corridoio naturale tra il Parco d'Abruzzo e quello della Maiella, per il passaggio dell'orso. Le distese boschive dei monti Pizzi sono belle e selvagge: accanto alle vaste faggete si aprono prati e spazi aperti di un verde intenso in primavera e bianchissimi d’inverno.
Come si arriva? Sulla Strada statale 84 poco dopo il bivio per Pescocostanzo in direzione Stazione di Palena nei pressi di Pizzo di Coda, si comincia a camminare su una sterrata che oltrepassa la linea ferroviaria della “Transiberiana d'Abruzzo” (passaggio incustodito) e si attraversa il Quarto di Barone degli Altopiani maggiori in direzione Est , zona molto umida e d’inverno ghiacciata. Dopo aver attraversato la piana , che si trova a 1.258 m d'altezza, si comincia a salire dolcemente, costeggiando il ruscello Vera che nasce dalla fonte Cernaia, al di sotto le Pietre Cernaie.
La sterrata si fa presto evanescente e diviene mulattiera che sale dolcemente verso il limite della boscaglia; voltandosi il panorama si fa già interessante su tutti i bellissimi altopiani sottostanti, quelli che sono nel cuore di tutti gli abruzzesi. La veduta su Pescocostanzo è maestosa se ne vedono le chiese, il ferro battuto e persino i preziosi merletti a tombolo. Il sentiero costeggia il piccolo torrente e il fondo diviene argilloso, per questo motivo l’escursione è più facile d’inverno dove le gelate e la neve rendono il cammino più agevole (con ciaspole). In località le Carbonere ci si addentra in un bosco più fitto e, quando se ne esce, si va verso Sud-Est fino ai piedi delle cosiddette Pietre Cernaie (1.650m), imponenti formazioni rocciose, dove si incontra un laghetto molto suggestivo, ghiacciato d’inverno.
Si prosegue tra radure e piccole faggete fino a raggiungere un pendio più ripido: si tratta delle pendici Nord-Ovest del Monte Secine che raggiungiamo in circa 30 minuti (2 ore circa dalla partenza).
Sulla cima del Monte Secine, a 1.883 metri, il panorama spazia dal Monte Amaro e la Maiella alle cime di Pizzalto e Monte Rotella, dalle vette del Parco d'Abruzzo, Monte Greco e la Meta, all’azzurro del mare Adriatico passando per l’immensità degli altopiani maggiori. Ma la veduta più suggestiva è senz’altro quella verso Sud dove si susseguono diverse elevazioni che ci accompagnano prima sul massiccio del Matese in Molise e poi ancora più a meridione dove sembra di arrivare fino all’infinito e piace sognare che quello laggiù sia il Vesuvio con il mare ai suoi piedi.
Una escursione per tutti sulle grandi distese d’Abruzzo per augurarvi buon 2019.
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