Sul Sirente orientale aspra terrazza sul mare

Il versante è roccioso e dopo una faggeta ecco i caprioli
Il Monte Sirente (2.348m), all’interno del Parco Regionale Sirente-Velino, è la vetta più alta di una lunghissima dorsale montuosa che si estende da Rovere (Aq) 1.413m, al passo di Forca Caruso, 1.107m.
Con la sua altissima cresta, il Sirente è una passerella ideale per osservare l’Abruzzo intero da est a ovest. I suoi due versanti orientale e occidentale sono molto differenti: quello occidentale è verde e ha un aspetto dolce e ondulato, quello orientale è roccioso, quasi dolomitico, con profonde incisioni. Tra queste ultime il canalone Majori e la Valle Lupara che si sono formate per l'azione dei ghiacci.
La vetta del Sirente si può raggiungere da qualsiasi versante. Uno dei più affascinanti è proprio il versante Orientale che andiamo a risalire per la Val Lupara. Il dislivello da superare è notevole, 1.200m circa, ma la diversità degli ambienti e le vedute spettacolari ci faranno dimenticare la fatica.
L’itinerario parte dallo Chalet del Sirente, a 1.200m di altitudine, al Km 12,5 della strada provinciale 11 Sirentina (vicino a Secinaro-Aq). Sulla destra si segue la sterrata che si inerpica nel bel bosco di faggi.
A quota 1.320 m circa, si sale a destra seguendo una ripida mulattiera segnata con il numero 15. Il sentiero è ancora nel bosco, un meraviglioso insieme di faggi ad alto fusto che con le loro foglie rendono il cammino fresco e il fondo del sentiero morbido. Non è raro incontrare veloci caprioli e bellissime fioriture.
Inoltre la recente reintroduzione del camoscio appenninico arricchisce l’escursione della possibilità di avvistare il re incontrastato dell’Appennino: alcuni sentieri del Sirente vengono chiusi durante il periodo di riproduzione del camoscio.
La traccia del sentiero, sempre molto evidente, si restringe e dopo circa un’ora e mezza si esce dal bosco a circa 1.700m. Siamo su una magnifica conca erbosa e lo spettacolo verso l’alto è stupendo: grossi e imponenti bastioni di roccia e tanto verde tra di loro.
Il sentiero ora piega verso ovest e superati alcuni balzi rocciosi si entra nella Val Lupara. La salita è faticosa, ma la traversata della valle è davvero magnifica: all’ambiente roccioso si mescola il panorama che, verso il basso, si apre sulle radure da cui siamo partiti e sembra che la salita sia stata verticale. Man mano il terreno diviene sassoso e in primavera-estate vi si trova la fioritura tipica di queste altitudini. Ancora uno sforzo su un tratto ripido e si arriva ad una larga sella (2.225m, circa 3 ore dalla partenza) che ci conduce sulla cresta sommitale del massiccio. Il crinale si affaccia ora sul Fucino, sulla Serra di Celano e sul Velino in una diversa e affascinante prospettiva.
Verso nord osserviamo il Gran Sasso e ad oriente ci abbraccia la Majella. Superata la parte apicale del Canalone Majori, si arriva fino alla vetta del Sirente (2.348 m, 0.30 ore dalla sella): l’affaccio dalla croce di vetta è vertiginoso. Da qui si possono contare tutti i bellissimi borghi dell’altopiano delle Rocche, tutte le montagne abruzzesi più belle e se avrete avuto la fortuna di salire di notte, tutte le stelle più luminose che esaudiranno tutti i vostri desideri.
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