Sul verde Sirente tra Rovere e Ovindoli

9 Luglio 2020

Alla scoperta del versante più morbido del massiccio

Il Sirente è un massiccio lunghissimo che si estende da sud a nord con i suoi due diversissimi versanti: quello est, ripido e roccioso, quello ovest morbido e verde. Tuttavia entrambi i versanti sono ricchi di valli piccole e grandi, a est si pratica alpinismo invernale e sci d’alpinismo, a ovest invece i cammini sono morbidi privi di difficoltà e comunque pieni di fascino.
Oggi andiamo a percorre un tragitto che si snoda tra i 1000 e i 1800 metri attraverso valli molto particolari che ci porteranno a compiere un anello tra Rovere e Ovindoli.
Partiamo da Rovere in provincia dell’Aquila vicino al campo sportivo per il sentiero 14 tra boschi di faggio e squarci panoramici. Dopo poco il sentiero si divide e si continua sul 14 (attenzione assicurarsi che sia ad accesso libero) che continua a mezza costa portandoci, intorno ai 1.500 metri, ad affacciarci su una radura, quelle tipiche del Sirente, piene di vegetazione bassa, fiori e massi affioranti. Attraversato il pianoro, il sentiero sale ancora portandosi su una specie di gradinata da cui si osservano innumerevoli dossi e doline spettacolari.
Costeggiando questa meraviglia si arriva ben presto ad un’altra stupenda radura (1.700 m circa) e il sentiero si divide di nuovo: uno prosegue verso ovest (numero 14) e porta alla vetta del Sirente, l’altro (14C), che prendiamo, si addentra sulla destra in una splendida valle pianeggiante che andiamo a scoprire in tutta la sua bellezza: Monte Lungo.
L’ambiente è selvaggio e silenzioso e vi si alternano “oasi” di faggi a doline profonde e fioriture coloratissime. Dopo quasi 5 km dalla partenza si arriva a quota 1.804 m, la valle si apre maestosamente e diviene il Vallone dei Puzzilli: diversissimo dalla prima, privo di alberi e adibito a stazzo pastorale. Si scende e si arriva ad un fontanile da cui si dipartono altri sentieri che tornano in quota. Noi attraversiamo completamente la valle e, giunti dove si restringe, abbiamo due possibilità: la prima è scendere puntando a est dove la valle continua boscosa e percorrere il bel sentiero fino a incontrare la carrareccia che ci riporta alla Valle d’Arano; la seconda possibilità (molto consigliata) è di deviare a destra per il sentiero che porta all’Acqua delle Fate (Ovindoli).
Questo secondo itinerario risale leggermente attraversando piccoli tratti ombreggiati e arriva su una inaspettata balconata a metri 1.650 circa che ci dona uno spettacolo stupendo su valle d’Arano, Serra di Celano e dei Curti, Piana di Ovindoli, la Magnola e chi più ne ha più ne metta. Superato il punto panoramico, si cammina nel bosco inframezzato da prati: la Valle del Mago. In questi luoghi, sarà possibile ammirare cervi al pascolo, e a ogni passo davanti a noi, un panorama ineguagliabile. Dopo altri 2 km (in discesa) raggiungiamo l’acqua delle Fate, che si trova attigua all’imbocco della Valle D’Arano.
Da qui percorriamo la ciclabile (mulattiera) che ci fa attraversare l’immenso altopiano tra il verde, i panorami, i covoni dei campi di grano, le fioriture dei legumi e finalmente siamo a Rovere. Di nuovo la montagna vince, con 16 km indimenticabili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA