Sulla Camosciara fino alla Riserva Integrale

4 Maggio 2018

Tuffo nel verde e tra i suoni del Parco Nazionale d’Abruzzo

In tutti i Parchi Abruzzesi si possono programmare escursioni di vario genere: impegnative, lunghe, tecniche, rilassanti. Tra queste ultime ve ne sono alcune che in poco tempo e fatica conducono in luoghi di bellezza rara dove l’incontro con la natura incontaminata è inebriante ed eccitante.
Non so da quanto tempo non tornavo alla Camosciara nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (PNALM), so solo che appena ho mosso i primi passi verso il Belvedere della Liscia ho risentito la voce di mio zio Amelio: «Vedrai quanti camosci e quante cascate!».
E sì, partiamo, dall’area attrezzata della Camosciara sulla Sr83 Marsicana, tra Opi e Villetta Barrea. L’escursione è adatta a tutti e si consiglia di iniziarla la mattino presto, in un giorno feriale, per godere il silenzio e ascoltare i tanti suoni che accompagnano il cammino. A piedi seguiamo la via asfaltata che corrisponde al sentiero G1, che può essere percorso anche a cavallo, con un apposito trenino elettrico, o in bicicletta.
Tra alberi in fiore, la Piana della Corte si distende verdissima verso la riserva integrale e già dai primi passi ci fanno compagnia il fragore dell’acqua scrosciante del torrente Scerto, lo stormire delle fronde dei tantissimi alberi, il canto di centinaia di uccelli, il sussurro dei fiori che aprono le corolle al sole, verso est.
La Camosciara è la parte più famosa e conosciuta del PNALM e il suo fulcro è lo spettacolare anfiteatro naturale con guglie e creste frastagliate di dolomia bianca e grigia; l’area racchiude al suo interno la zona di Riserva Integrale. Si arriva dapprima ad un rifugio e poi ad un piazzale dove c’è anche un ristoro.
Sulla destra prendiamo il sentiero G6 che ci condurrà al Belvedere della Liscia. Il sentiero si inerpica dolcemente nel bosco di faggi con ampi tornanti, si costeggiano innumerevoli ruscelli d’acqua che scendono a capofitto schiumando nel greto sassoso, saltando da una roccia all’altra con cascate ricche e rumorose. Gli scorci verso i salti d’acqua sono innumerevoli e incantano qualsiasi escursionista.
Dopo aver attraversato un torrente e risalito brevemente il letto di un altro, si arriva al Rifugio della Liscia (1.437 m, chiuso al pubblico e riservato ai servizi di sorveglianza del Parco), sotto alla parete dolomitica del Balzo della Chiesa. Oltre questo punto non è consentito proseguire: siamo in zona di Riserva Integrale. E dopo aver percorso tanta bellezza sento che le riserve integrali sono i nostri tesori, i nostri gioielli, la nostra speranza che questo pianeta riesca a mantenere ancora intatte flora e fauna in posti dove la natura fa il suo corso. E, infatti, scendendo sulla piccola cascata, avvisto camosci sui balzi rocciosi e poi il dispiegarsi inconfondibile delle ali di un’aquila.
Tornati al ristoro, prendiamo il sentiero G5, in 15 minuti si è al cospetto delle Cascate della Ninfa e poi ancora, tornando al parcheggio, si ha la possibilità di inoltrarsi in posti incontaminati ricchi di acqua e di ombra: sentieri G4, I2 – che arriva fino a Civitella Alfedena –, o G7 dove sono ancora visibili i ruderi dell’antica Civitella.
Un tuffo nel passato, ricco di suoni, odori, sapori, affetti e magia.
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