Sushi a miglio zero a Pescara con pesce dell’Adriatico

18 Febbraio 2016

PESCARA. Riso italiano e pesce crudo rigorosamente dell’Adriatico. Altro che global, il sushi diventa local. Anzi, “made in Italy”. Il sushi a miglio zero è una iniziativa di Campagna amica Abruzzo...

PESCARA. Riso italiano e pesce crudo rigorosamente dell’Adriatico. Altro che global, il sushi diventa local. Anzi, “made in Italy”. Il sushi a miglio zero è una iniziativa di Campagna amica Abruzzo in collaborazione con la federazione provinciale di Coldiretti di Pescara e la Coldiretti Giovani Impresa Pescara.

Così, da oggi, nel sushi bar Casamaki in piazza Salotto a Pescara, ristorante accreditato a Campagna amica nel piatto, tra sashimi e uramaki sarà possibile assaggiare anche un menu rigorosamente locale con prodotti a filiera corta: tartare a miglio zero con gambero rosa, triglia e merluzzo battuti al coltello; roll dell’Adriatico con triglia in tempura, crema di zucchine, tartare di gambero rosa, sgombro e merluzzo pescati direttamente in Adriatico da imprese aderenti a Campagna amica, purea di crauto rosso; campagna in tempura a base di peperone di altino, zucchina, cipolla e crauto delle campagne pescaresi.

La novità è stata presentata, ieri sera nel ristorante Casamaki , alla presenza del Direttore di Coldiretti Abruzzo, Alberto Bertinelli, della presidente di Coldiretti Pescara, Chiara Ciavolich, del vicepresidente Giovanni D’Alesio ideatore dell’iniziativa, del coordinatore di Campagna Amica, Mauro del Ponte e di Giuseppe Scorrano delegato di Coldiretti Giovani Impresa Pescara.

«Grazie ad un accordo con il ristoratore, sulla carta verrà inserito un menu realizzato esplicitamente con materia prima regionale o, al massimo, italiana», ha detto Giovanni D’Alesio, vicepresidente di Coldiretti Pescara. «La rete di Campagna Amica fornirà così il pesce freschissimo, le verdure appena raccolte e il riso, che dovrà essere di una particolare varietà piemontese che lascia i chicchi, una volta cotti, distinti e lavorabili a mano. Un modo semplice per conquistare anche quei consumatori più attenti alle novità che però non vogliono rinunciare alla qualità e alla sicurezza del made in Italy, ancor più se si tratta di pesce crudo».

«L’obiettivo è valorizzare il prodotto locale ma anche», ha aggiunto Giuseppe Scorrano, «sensibilizzare i consumatori al concetto di stagionalità, che non riguarda solo frutta e verdura. A ciò si aggiunge la certezza e la qualità di un prodotto del territorio, anche se si tratta di pesce». «Il primo sushi a miglio zero non poteva che nascere in una città come Pescara dove la cultura del pesce è forte e particolarmente sentita», ha commentato Chiara Ciavolich.

Nel corso dell’incontro sono stati, inoltre, diffusi i dati di un settore che conta circa dodicimila tonnellate di pescato marittimo tra pesci (47%), molluschi (48%) e crostacei (5%) per un valore della produzione di oltre 45 milioni di euro con una produzione guidata da acciughe, vongole, sardine, naselli, seppie, panocchie, triglie e sugarelli.

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