Tanta Italia alla 72ª Berlinale con Taviani e Dario Argento

20 Gennaio 2022

Un’edizione più breve e quasi totalmente europea, viste le restrizioni per Covid Il programma illustrato dal direttore Carlo Chatrian: «Il festival sarà in presenza» 

ROMA. In concorso Leonora addio di Paolo Taviani, nello Special Gala l'atteso Occhiali neri di Dario Argento e nella sezione Panorama altri tre film: il documentario Nel mio nome di Nicolò Bassetti sul tema della transizione, Calcinculo di Chiara Bellosi e Una femmina di Francesco Costabile, ispirato al libro Fimmine ribelli. Come le donne salveranno il paese dalla n'dranghetà di Lirio Abbate. Insomma non si può dire che sia andata male all'Italia alla 72ª edizione del Festival di Berlino (10-16 febbraio) presentata ieri dal direttore artistico Carlo Chatrian, tanto più se si considera che, causa Covid, sarà un'edizione ristrettà: ovvero meno film e minore durata, ma comunque in presenza. Un’edizione più che altra europea, più che internazionale: l’apertura con Peter Von Kant di François Ozon (rilettura di Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder) con Isabelle Adjani e, sempre dalla Francia, Avec amour et acharnement di Claire Denis con Juliette Binoche e Vincent Lindon; Les passagers de la nuit di Mikhaël Hers con Charlotte Gainsbourg ed Emmanuelle Béart e La ligne di Ursula Meier con Valeria Bruni Tedeschi. Unico film Usa in concorso, Call jane di Phyllis Nagy con Elizabeth Banks, Sigourney Weaver e Kate Mara sull'associazione di sostegno femminile all'aborto operante negli anni '60, mentre dalla Corea del Sud arriva The novelist's di Hong Sangsoo. Fuori concorso, oltre al nuovo horror di Argento Occhiali neri, da segnalare Good luck to you, Leo Grande di Sophie Hyde con Emma Thompson; The outfit del regista Graham Moore con Mark Rylance e, infine, il documentario di Andrew Dominik This much i know to be true sulla straordinaria coppia formata da Nick Cave e Warren Ellis. Encounters, sezione competitiva che comprende quindici film, metterà invece in campo Coma di Bertrand Bonello e il film di Peter Strickland, Flux gourmet con Asa Butterfield, Gwendoline Christie, e Ariane Labed.
«Più di metà delle opere selezionate ha una ambientazione contemporanea», ha spiegato Chatrian, «e solo due fanno riferimento diretto alla pandemia. I legami tra le persone uno dei temi comuni, molte storie scelgono il contesto della famiglia come sfondo narrativo. Quasi tutte storie di periferia o ambientate in campagna o che raccontano la fuga dalla città. E poi ci sono tante storie d'amore».
Per l'Italia, infine, da segnalare anche la coproduzione italo-spagnola Alcarràs di Carla Simón; a Berlinale Classics il restauro di Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, realizzato dalla Cineteca Nazionale; infine il saggio di diploma della Scuola nazionale di cinema Le variabili dipendenti di Lorenzo Tardella nella sezione Generation Kplus.