Teatro, comicità e tradizione per Sant’Agnese

Cinzia Leone e ’Nduccio sul palco dell’antica festa aquilana che da giovedì a domenica celebrerà la libertà di critica
L’AQUILA. È una tradizione dall’origine incerta quanto suggestiva quella tutta aquilana legata al giorno di Sant’Agnese, il 21 gennaio. Una tradizione che potrebbe essere legata ai primissimi anni di fondazione della città dell’Aquila, ma che ancora oggi viene celebrata grazie al Festival della Maldicenza, ideato dalla confraternita dei Devoti di Sant’Agnese e giunto ormai alla 19ª edizione. Ospiti d’onore della prossima edizione del festival, in programma da giovedì a domenica prossimi, saranno l’attrice Cinzia Leone e il comico ‘Nduccio. Il programma completo è stato presentato ieri mattina.
«L’iniziativa si propone di rinnovare la tradizione tipica aquilana della maldicenza» hanno spiegato gli organizzatori, «intesa non come basso pettegolezzo o insulto, ma come sana e sincera critica costruttiva». I dettagli del programma sono stati illustrati dal presidente dell’associazione che promuove il festival, Angelo De Nicola, e dai rappresentanti delle Confraternite che hanno organizzato i vari appuntamenti.
AGNESINO D’ORO Oltre a Cinzia Leone e a ‘Nduccio, che si esibiranno domenica 14 gennaio al Centro commerciale “L’Aquilone” (che in questo modo ha inteso proseguire nel rapporto di collaborazione con la manifestazione, dopo il felice esordio dello scorso anno), sabato 13 gennaio sarà assegnato l’Agnesino d’oro 2024 intitolato a Ludovico Nardecchia, uno degli ideatori della manifestazione. «La novità di quest’anno riguarda le modalità per il conferimento del premio», hanno spiegato gli organizzatori. «All’auditorium del Parco infatti si esibiranno, dalle 16, le band che cantano in dialetto aquilano, nel primo Festival San.. lustio; un modo di “emulare” il festival di Sanremo, calandolo nella realtà nostrana e utilizzando l’idioma popolare che in alcuni casi distorceva il nome dello storico romano Sallustio (la cui statua si trova nella centralissima piazza Palazzo, davanti al Comune), conferendogli un’inesistente santità. A seguire, al parco del Castello, davanti all’auditorium, la premiazione da parte della Municipalità».
IL DIALETTO L’apertura del Festival della Maldicenza, come ormai accade da anni, è riservata al dialetto come presidio dell’identità civica, con una tavola rotonda dal nome “Voci dal passato” in programma l’11 gennaio alla scuola secondaria di primo grado “Giulio Verne” di Palombaia di Tornimparte. Venerdì 12 uno dei due appuntamenti con la commedia in dialetto, “Quissi che perdenu ju pilu ma no’ ju vizziu”, che sarà presentata all’auditorium del Parco dalla Compagnia in-stabile Quissi de Sant’Agnese, e “Ju munnu è pinu de femmene”, scritta e diretta dal Rossana Crisi Villani, recitata da attrici e attori della compagnia teatrale Il gruppo dell’Aquila, in programma il 20 gennaio al teatro dell’Accademia delle Belle Arti, in via Leonardo da Vinci.
LE ORIGINI Resta a oggi incerta l’origine della tradizione aquilana di celebrare la maldicenza. Una delle versioni maggiormente accreditate della sua nascita la fa risalire ai primi anni della fondazione della città dell’Aquila, quando sarebbe stato in voga riunirsi in locande e osterie per criticare i signori di allora. L’usanza sarebbe costata l’esilio a un gruppo di cittadini, proprio nel giorno di San’Agnese, il 21 gennaio. Solo dopo mesi “Quelli di sant’Agnese”, come vennero ribattezzati, furono riammessi in città ma a condizione che non facessero più pettegolezzi all’interno delle mura cittadine. Presero pertanto a riunirsi in un’osteria vicino a porta Rivera, nella zona delle 99 cannelle. Da allora per ricordare quello che ai cittadini sembrò un sopruso da parte dei benestanti aquilani, ogni anno il 21 gennaio congreghe e associazioni si riuniscono per parlare e sparlare senza bavaglio.

