Teatro per ricordare la Battaglia di Ortona

Rassegne, incontri e celebrazioni da oggi al 25 aprile. Si parte con “Sciaboletta”, la fuga del re portata in scena da Blasioli
ORTONA. Ortona 1943. Una data impressa nella memoria. Si celebra, quest’anno, l’80° anniversario della battaglia di Ortona. Un dicembre di sangue quello che attraversò la cittadina adriatica 80 anni fa, quando la guerra si combatté casa per casa. La Stalingrado d’Italia, così fu soprannominata Ortona. Dal 20 al 28 dicembre, a colpi di mitra, la città di Francesco Paolo Tosti fu distrutta e ridotta in macerie. Tante le testimonianze di chi c’era e oggi non c’è più: anziani allora bambini, in questi anni hanno raccontato ogni momento di quei giorni terribili. L’episodio più narrato: l’ormai famoso giorno di Natale. Un salto dentro quella scena, da molti tramandata così: «Il tintinnio delle stoviglie riecheggiava nella chiesa di santa Maria di Costantinopoli in quel lontano Natale del 1943. I soldati canadesi presenti a Ortona avevano deciso di festeggiarlo quel Natale con un pranzo che, per molti di loro, sarebbe stato l’ultimo. Avevano preparato cibo per tutti e allestito un grande tavolo per accogliere chiunque fosse arrivato a mangiare. Per tutta la giornata distribuirono pasti. Fuori, nonostante la sacra ricorrenza, continuava la guerra». La Battaglia di Ortona, dopo quel pranzo, stava per giungere a conclusione. Erano gli ultimi atti di uno scontro che, in una settimana, avrebbe decimato i contingenti e lasciato a terra oltre 1.300 civili.
Tutto questo bagaglio storico non poteva non essere celebrato quest’anno. In occasione, dunque, della importante ricorrenza l’amministrazione comunale ha presentato un programma di eventi che prende il via proprio stasera. Sul palco del teatro “Tosti” andrà in scena alle 21 la rappresentazione teatrale dal titolo “Sciaboletta” scritta, diretta e interpretata da Alessandro Blasioli. Uno spettacolo ironico e tagliente in cui Blasioli, con la sua abilità nell’improvvisazione e la sua capacità di creare personaggi memorabili racconta la vicenda della fuga di Vittorio Emanuele III dal porto di Ortona. Seguiranno altri due spettacoli. Il 20 dicembre sarà rappresentato il nuovo lavoro del teatro del Krak “Casa per casa, street fight”, con cui il regista Antonio Tucci sceglie di raccontare le vicende dei civili, dei soldati canadesi, in particolare la storia di Gordon Yellowfly soldato nativo della tribù dei Blackfoot che ha combattuto ed è morto nei vicoli di Ortona. Lo spettacolo debutterà in lingua italiana e farà tappa nelle principali città canadesi.
Ultimo appuntamento di questa rassegna frutto di un progetto presentato dall’Anpi di Ortona, dalla Cgil-Spi, dalla compagnia dell’Alba e dal Teatro del Krak, è previsto per il 25 aprile, giorno della Liberazione, con Marcello Sacerdote in scena con il suo “Quando il grano maturò” una produzione di Cuntaterra. Un intreccio drammaturgico di memorie e racconti, risultato di un lungo lavoro di ricerca sul campo, tra l’analisi di fonti storiche e interviste realizzate con i testimoni del passato. La volontà è quella di approfondire e divulgare questa pagina importante di storia che nasce dal grande amore per l’Abruzzo, che oggettivamente fu un vero e proprio laboratorio della Resistenza, per molti versi unico, in Italia.
L’11 novembre ci sarà il consueto Remembrance Day. Saranno presenti in città il 48° Highlanders of Canada e i discendenti del Perth Regiment. Sarà reso omaggio ai soldati caduti nelle guerre mondiali sepolti nel Cimitero Canadese in contrada San Donato. Inoltre, per gli 80 anni dalla battaglia si rafforza, nuovamente, il rapporto tra Ortona e le due città gemellate, Cassino e Minturno. Il 16 dicembre alle 16.30 sarà convocato un consiglio comunale straordinario con cui tutti e tre i centri colpiti dalla guerra suggelleranno i reciproci rapporti di stima e collaborazione. Un programma di eventi, quello strutturato dall'amministrazione, rivolto alle nuove generazioni che vivono una città simbolo della storia. Ortona protagonista degli anni più bui dell'Italia e dell'Europa. Saranno allestite mostre, verranno organizzati convegni. «Tutti devono ricordare, divulgare, sapere, conoscere quanto custodito nel cuore degli ortonesi da 80 anni».