Tempesta su Blanco dopo la sfuriata sul palco

9 Febbraio 2023

Unanimi le critiche, sui social e fuori, alla distruzione dell’addobbo floreale. E poi arrivano le scuse

PESCARA. Una performance concordata o un momento di follia? Il giorno dopo l’eclatante gesto di Blanco, che martedì durante la sua esibizione, irritato dai problemi tecnici di audio, ha distrutto l’allestimento floreale sul palco, non si placano le polemiche, sui social e fuori.
Una delle prime reazioni, ieri mattina, è quella del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. «Nessuno tocchi i fiori di Sanremo! Caro Blanco, dietro alla scenografia di fiori che ieri sera hai distrutto con leggerezza ci sono la storia di una città intera e l'intenso lavoro dei nostri floricoltori», il suo commento via Facebook. «Alla tua età a volte si fanno degli sbagli ma si può sempre recuperare e anche dagli errori può nascere un fiore!».
A lui si accoda anche il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, che sollecita le scuse del cantante. «Sanremo è la città dei fiori. Dietro ai bouquet ci sono anni di lavoro, è arte. Ognuno di noi ha fatto “cazzate” da giovane, basta chiedere scusa».
A Fiorello, durante la striscia dopo festival di Viva Rai 2, Amadeus aveva svelato che Blanco avrebbe dovuto rotolarsi tra i fiori, per ricordare il videoclip della canzone L’isola delle rose in cui il cantante spezza e lancia delle rose. Non era previsto, però, la totale devastazione dell’addobbo. «Non capivano cosa stesse succedendo», ha spiegato Amadeus, «un po’ come fu con Bugo e Morgan (nell’edizione del 2020, n.d.r.)». Stessa versione confidata durante Un giorno da pecora, su Radio 1, dalla stilista floreale che ha curato l’allestimento «L’addobbo di circa trecento rose doveva ricordare l'aiuola del videoclip», ha raccontato Jessica Tua, «ma poi la cosa è degenerata».
Unanimi le associazioni nel bacchettare il cantante, a cominciare da Coldiretti («Gesto inaccettabile») e da Florovivaisti Cia («Sprezzo per il nostro lavoro»). Il Codacons ha addirittura presentato un esposto alla procura di Imperia e alla Corte dei Conti. «Al di là della volgarità del gesto e della sua inopportunità... Blanco sarà chiamato a risarcire i danni e a rispondere del reato di danneggiamento», si legge nella loro nota.
E dopo tanto clamore, in tarda mattinata arrivano anche le scuse di Blanco, con un post su Instagram, corredato con una poesia scritta a mano e fotografata. «Cadono fiori, Ariston si spezzano fiori, Ariston cala il sipario, Ariston ti ho messo in lacrime come la mia mamma, Ariston mi hai visto fragile come un bimbo e qui proprio qui, dove mi hai insegnato a correre, sono caduto... Mi sono rotto la faccia e piango Ariston. Ma poi... rido, rido, rido, rido e quindi perché non sono perfetto come mi volevi ma finalmente sono me stesso. Ti voglio bene Ariston con tutta la mia follia».(s.d.n.)