Teramo all’Ombra del campanile

7 Gennaio 2015

I personaggi che hanno fatto il costume della città in un volume di Di Biagio

TERAMO. Il racconto amorevole della propria città attraverso il racconto della varia umanità che la popola. Figure di ieri e di oggi; alcuni passati a miglior vita, altri vivi e vegeti; artisti, scrittori, musicisti, sportivi, artigiani, commercianti, barboni, un paesaggio di tipi umani che potrebbe appartenere a qualsiasi cittadina italiana di provincia. Nelle duecento pagine del suo nuovo libro “All'ombra del campanile. Galleria di personaggi teramani” (Artemia Edizioni, 15 euro) il giornalista teramano Maurizio Di Biagio descrive Teramo attraverso i teramani, famosi e non famosi.

Giornalista, classe 1959, Di Biagio ha all'attivo il libro di carattere sportivo “Il diavolo in paradiso” (sulla promozione del Teramo in C1) ed è autore del seguito blog Il senso, giornalista. Nel libro “All'ombra del campanile” ha riunito i ritratti pubblicati sul blog e sulle altre testate di cui è collaboratore, componendo un affresco della teramanità verace. È una descrizione affettuosa, in cui anche la narrazione dei tipi più buffi non diviene mai caricatura o sberleffo. Persone che la penna del bravo collega trasforma in personaggi, cogliendo e esaltando il quid di ognuno. A qualcuno, come il poeta Giammario Sgattoni, fondatore del Premio Teramo, Di Biagio dedica un ritratto di diverse pagine, altri personaggi sono compendiati in uno schizzo, ma folgorante. C’è Peppino, il ciabattino delle scalette di via Palma, e Nino Dale, il Frank Sinatra d’Abruzzo; l’ultimo comunista Mario Ferzetti e il complesso dei Freesbies, nel 1965 Beatles di via del Grillo; Carlo Marconi e Lo Svarietto, Paolo Araclio e la libreria La Scolastica, due luoghi storici per la cultura ormai chiusi da tempo; Radio Teramo, tra le prime radio libere in Italia, e il Ferragosto in città; il mite clochard Tavernello e il cronista statunitense George Anastasia con le due pagine del Philadelphia Inquirer su Teramo. Il volume, corredato dai ritratti a matita di Enzo D’Ignazio, autore anche dell’olio in copertina (nonché protagonista lui stesso nelle pagine del libro), costituisce una piacevolissima lettura anche per chi teramano non è perché è scritto bene e avvince come uno di quei romanzi ambientati in provincia in cui fa da coro alla vicenda un variegato, spesso pittoresco, vivacissimo campionario umano.

Anna Fusaro

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